Ex Buttafuori

buttafuori-vigilanza-privataSei un addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi (ex “buttafuori”)? Fai sentire la tua voce obliqua!

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ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è solo una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com garantisce sempre l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

Circolari del Ministero dell’Interno che usano il termine stewarding con riferimento al personale che gestisce la sicurezza negli eventi musicali, sportivi, culturali: ma gli Steward non dovevano stare negli stadi? Parliamo delle Circolari del 23 maggio, 7 e 19 giugno che – nell’individuare misure atte a far fronte all’aumento delle manifestazioni pubbliche tipiche della stagione estiva come pure a situazioni critiche (vedi Torino) – ipotizzano il ricorso a “stewarding” o non meglio precisati “operatori appositamente formati con compiti di accoglienza, instradamento, regolamentazione dei flussi anche in caso di evacuazione, osservazione ed assistenza al pubblico”. Espressioni ambigue, che possono generare anomalie ed irregolarità su servizi che il DM 6 ottobre 2009 attribuisce chiaramente agli addetti ai servizi di controllo.
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Il 31 luglio 2017 è stato firmato, presso la Prefettura di Roma, il protocollo territoriale “Sicurezza nelle discoteche”, che attua l’accordo quadro nazionale tra il Ministero dell’Interno e le Associazioni di categoria dei settori security ed entertainment, finalizzato ad elevare le garanzie di sicurezza all’interno e in prossimità delle discoteche. Tra le novità: divieto d’accesso per quanti abbiano assunto nello stesso locale comportamenti pericolosi per la sicurezza e l’ordine pubblico; previsione di un numero minimo di addetti ai servizi di controllo nei locali; installazione di apparati di videosorveglianza; previsione di corsi di formazione volti a prevenire l’abuso di alcool non solo per gli addetti ai servizi di controllo, ma anche per quanti somministrano bevande alcoliche.
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AISS, UGL Terziario, UGL Sicurezza Civile e Federterziario hanno rinnovato CCNL Agenzie di Sicurezza sussidiaria e degli Istituti Investigativi e di Sicurezza  (controllo attività spettacolo, intrattenimento, commerciali, fieristiche, servizi di accoglienza, guardiania e monitoraggio aree): il nuovo contratto decorre dal 1° giugno 2017 e durerà fino al 31 maggio 2020. Le Parti hanno definito una modalità di rivalutazione dei minimi retributivi contrattuali in base all’andamento effettivo dell’inflazione, misurata secondo l’indice IPCA (comunicato dall’Istat nel mese di maggio di ogni anno) e la previsione, al contempo, di anticipi retributivi definiti convenzionalmente ex ante. Gli aumenti reali dei salari sono quindi demandati al livello aziendale, dove è possibile realizzare lo scambio vero tra maggiore produttività e migliori condizioni retributive.
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Il 16 giugno alle 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, sarà presentato il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle Agenzie di sicurezza sussidiaria e degli Istituti investigativi e di sicurezza (controllo attività spettacolo, intrattenimento, commerciali, fieristiche, servizi di accoglienza, guardiania e monitoraggio aree) siglato da AISS assieme a UGL Terziario, UGL Sicurezza Civile e Federterziario. Continua a leggere

Il DM 6 ottobre 2009, che regolamenta la materia del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi (più banalmente noti come “buttafuori“), ha vissuto diverse modifiche in successione: è stato novellato prima il 30 giugno 2011, poi il 15 giugno 2012 e infine il 24 novembre 2016, con un Decreto Ministeriale entrato in vigore lo scorso 29 Dicembre. La legge, come novellata, è dunque oggi in piena vigenza. Tra le novità principali: la possibilità di lavorare dopo 30 giorni dalla presentazione della domanda di iscrizione alle liste prefettizie e di continuare a lavorare anche se in attesa di rinnovo del tesserino (le lungaggini burocratiche spesso bloccano l’iter e la stessa possibilità di impiego) e la necessità di esibire un regolare contratto con il datore di lavoro (elemento di particolare rilevanza in un settore funestato dal sommerso).

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