| Ci vuole sicurezza per fare sicurezza |
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| Scritto da Ilaria Garaffoni |
| Giovedì 28 Ottobre 2010 13:33 |
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"E’ necessario attivare immediatamente un tavolo di concertazione ove tutti gli enti interessati (Ministero degli Interni, Ministero della Difesa, Associazioni degli Istituti di Vigilanza Privata, Abi, Poste Italiane, Federdistribuzione, altri gestori di obiettivi sensibili) studino le misure necessarie ad abbattere il fattore rischio" - dichiara Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza. Quali? Accorgimenti apparentemente banali, che però diventano vitali se si maneggiano quantità enormi di denaro: spazi riservati alla sosta dei furgoni portavalori presso ogni banca; ingressi esclusivi per le guardie che evitino il contatto con il pubblico; una stanza inaccessibile al pubblico per lo scambio dei valori; box blindati ove le guardie possano svolgere un ruolo di deterrenza più sicuro; metal detector installati obbligatoriamente in tutte le sedi oggetto di trasporto e scambio valori. Sembra così ovvio: possibile che non ci abbia mai pensato nessuno? Il problema, come sempre, sono i soldi. Ma se davvero “la sicurezza è un bene collettivo primario – dice Gabriele - gli oneri di queste e di altre misure di sicurezza potrebbero essere posti, almeno parzialmente, a carico della fiscalità generale, prevedendo un significativo contributo da parte degli Enti fruitori del servizio. Di queste misure minime, a partire da subito, FederSicurezza si farà promotrice ed interprete presso Parlamento, Ministero dell'Interno e Governo tutto.” Noi ne prendiamo atto, con l'amaro in bocca di chi sa già che le casse dello stato raramente si apriranno per tutelare la vigilanza privata, da sempre figlia di una divisa minore. |




A Casoria c'è scappato il morto, l'ennesimo di una lunga serie di vittime.