| CON.IPI: ai nostri investigatori non piace il DM sulla capacità tecnica |
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| Scritto da Ilaria Garaffoni |
| Martedì 22 Febbraio 2011 10:08 |
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La lettera contesta il recente DM sulla capacità tecnica sia sul fronte contenutistico, sia sul fronte della rappresentatività della compagine degli investigatori privati in seno alla Commissione permanente, che è stata istituita al Viminale proprio per elaborare i decreti attuativi del DPR 4 agosto 2008 (testo normativo che ha innescato l'intero processo di riforma, su impulso di una porocedura d'infrazione incardinata dalla Corte di Giustizia Europea). Il primo decreto attuativo è proprio il contestato DM sulla capacità tcnica. Tante le doglianze che si leggono in nota: dalla cauzione ("un salasso"), ai titoli professionali richiesti agli operatori (ritenuti discriminanti), alla suddivisione in macro aree operative ("l'attività investigativa deve essere unica"), fino al ruolo degli investigatori dipendenti, all'iscrizione alla CCIAA (ritenuta in contrasto con l'assoggettamento al TULPS) e alla stessa ratio legis del DM, volta a ridurre l'abusivismo (ma che invece, secondo il CON.IPI., negherebbe ai professionisti dei diritti fondamentali arrivando a favorire di fatto la scelta di figure dubbie, "che possono conoscere illegalmente dei dati a noi negati"). Ma la nota contesta anche aspetti ritenuti estranei all'attività (portierati, vigilanza privata armata e non) e non risparmia nemmeno il CCNL sugli ex-buttafuori. Ce n'è per tutti. Warning! Copyright. Consentita la riproduzione di solo titolo, autore e link all'articolo specifico (vietato riprodurre il testo, anche in caso di citazione di autore e home page di www.vigilanzaprivataonline.com) |



Il DM sulla capacità tecnica continua a scatenare proteste sul fronte investigativo.