Riceviamo e pubblichiamo una Lettera al Direttore, firmata Bastiancontrario, che siamo certi solleverà del polverone ma – auspichiamo – anche un costruttivo dibattito. La lettera si riferisce all‘articolo, a firma Ilaria Garaffoni, dedicato alla nuova circolare del Ministero dell’Interno che definisce un iter sanzionatorio a carico dell’abbondante due terzi di Istituti di Vigilanza Privata che tuttora non hanno ottemperato all’obbligo della certificazione. Il Bastiancontrario che ci scrive lamenta tempistiche troppo lunghe ed un “eccesso di gradualità”, che potrebbe ancora una volta danneggiare chi invece rispetta la legge. Se volete commentare, fate sentire la vostra voce obliqua: la rubrica “Lettera al Direttore” è nata per questo.
Lettera al Direttore di www.vigilanzaprivataonline.com

E alla fine il Ministero dell’interno si è deciso ad emanare una direttiva con la quale, come ha giustamente notato la Direttrice di questa testata, non si limita – cito – a “blandi solleciti alle periferie, ma fornisce un vero vademecum sanzionatorio”! Tutto giusto! Tutto bene, quindi? Non tanto!

Infatti, il sistema sanzionatorio disegnato dalle otto pagine (sic!) di circolare prevede un primo avvertimento, poi una diffida a produrre la certificazione entro 40/60 giorni, scaduti i quali è previsto l’incameramento della cauzione e poi altri 120 giorni per produrre la certificazione. Ergo, un provvedimento sanzionatorio non si vedrà prima di (forse) 60 giorni e poi ancora 120 giorni (e siamo a febbraio 2018) per vedere se si riesce ad agire in maniera definitiva nei confronti degli inadempienti o, cosa che tutti auspichiamo, se questi ultimi regolarizzeranno la loro posizione facendosi certificare.

Un sistema, quindi, che tiene in gran conto i principi di gradualità e proporzionalità nei confronti di chi è irregolare, ma, evidentemente, non applica la stessa gradualità e proporzionalità nei confronti di tutti coloro che hanno rispettato la legge. Alcuni Istituti sono certificati da due anni, anche a costo di rilevanti sacrifici.

Ora, conveniamo tutti sul fatto che rispettare le leggi è la regola e che quindi non si debba essere premiati quando lo si fa, ma questo non significa che chi è regolare e chi no siano la stessa cosa.
Quindi, forse, sarebbe stato necessario e, direi, opportuno, dare un segnale subito a chi finora non ha voluto (perchè di questo stiamo parlando) rispettare la disciplina sulla certificazione, chiarendo che violare la legge porta conseguenze serie. Promettere un provvedimento di “rigore” non è lo stesso che applicarlo!

E poi, nel frattempo, questi signori cosa faranno, continueranno a partecipare agli appalti e magari ad aggiudicarsi servizi al posto di chi è certificato, come è accaduto fino ad oggi?
Insomma i furbi sono sempre quelli che non pagano le tasse?

Per carità, è sacrosanta la preoccupazione per i servizi svolti per conto di enti pubblici  – con tutte le difficoltà che una repentina cessazione delle attività avrebbe determinato per le stazioni appaltanti (anche se dovremmo chiederci come mai avevano affidato i servizi a soggetti non certificati!) – ma ciò non toglie che l’immediato incameramento della cauzione nei confronti degli inadempienti avrebbe probabilmente sortito più effetti e, quantomeno, ridato fiducia a chi da subito si è sforzato per rispettare la legge.

Chiudo con una domanda che lascio ai lettori: a settembre, quando scadranno i termini fissati dal decreto 115/204 per l’adeguamento delle centrali operative alla Norma CEI EN 50518 (che ha sostituito la UNI 11068:2005 “Centrali di Telesorveglianza), cosa succederà agli istituti che non vi hanno ancora provveduto (spesso per i problemi tecnici che sappiamo)?
Infatti non solo saranno inadempienti, ma rischieranno di vedersi ritirare le certificazioni 10891 e, quindi, potrebbero essere passibili di sospensione della licenza!

Che dire? Confidiamo nella proporzionalità e gradualità del Ministero!

Bastiancontrario

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