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Buongiorno, a nome mio e credo di tutte le Guardie Giurate provo a porvi la seguente domanda: le GPG che svolgono lavoro notturno nella misura di 80 o più notti all’anno, rientrano nei Lavori usuranti anche se il relativo decreto (clicca qui per scaricarlo) recita che il lavoro notturno è individuato dal DL. 66/2003 (che tuttavia dal 2008 non si applica più per la vigilanza privata perché l’articolo 3 del già citato DL 66/03 è stato cambiato escludendo le Guardie Giurate)?
Se la risposta è sì, come si può dimostrare che 20 anni fa si svolgeva lavoro notturno, se nel frattempo si sono cambiati diversi Istituti di Vigilanza?

Distinti Saluti
Foletti Giampiero

Ciao Giampiero
ti faccio rispondere dal nostro esperto Giordano Lacasella.

“Premetto che le GPG rientrano certamente fra coloro che possono accedere al trattamento pensionistico anticipato come lavoro usurante. Ciò detto, è sempre meglio rivolgersi ad un Ente di patronato perchè i calcoli sono molto complessi e dipendono dall’incastro di vari fattori (periodo di maturazione del diritto alla pensione, ore effettuate nelle notte, ecc).
Le giornate necessarie per avere diritto ad anticipare la pensione non sono 80, ma 78 per coloro che maturano il diritto dal 1° luglio 2008 al 30 giugno 2009 e 64 per coloro che maturano il diritto dal 1° luglio 2009. Per il periodo non bisogna andare indietro di 20 anni, ma basta aver lavorato o 78 o 64 notti per almeno sette anni negli ultimi 10 (se si va in pensione entro il dicembre 2017), mentre se si maturano i requisiti dopo il 1° gennaio 2018 bisogna aver lavorato almeno 64 notti all’anno, per almeno la metà della vita lavorativa complessiva.

Per il secondo quesito direi che se non esiste più l’Istituto di Vigilanza basta presentare le buste paga dove è scritto che si è percepita l’indennità notturna, se invece l’Istituto esiste ancora, basta farsi fare una dichiarazione”.