vincenzo-dell-oreficeNegoziati definiti “insufficienti” quelli per il nuovo contratto nazionale di lavoro della vigilanza privata e dei servizi fiduciari, scaduto nel 2015, applicato ai circa 70mila addetti, di cui oltre 41mila guardie particolari giurate. La valutazione negativa giunge al termine del coordinamento nazionale Fisascat Cisl delle strutture e dei delegati del comparto dei servizi, riunitosi a Roma per fare il punto sullo stato delle trattative di rinnovo contrattuale di un settore che conta oltre 1320 imprese, per il 53% micro fino a 9 dipendenti, dislocate prevalentemente nel mezzogiorno e nelle isole con una vita media di 12 anni e un fatturato che nel 2016 ha superato i 3miliardi e 265 milioni di euro.
E’ un negoziato complesso – si legge in una nota Fisascat CISL  – quello tra le federazioni di categoria Cgil Cisl Uil e le associazioni imprenditoriali di settore. “A fronte della condivisione tra le parti sulla necessità di rivedere i capitolati contrattuali riferiti alla sfera applicativa (con l’introduzione di quattro aree di riferimento relative ai servizi di vigilanza privata, ai servizi fiduciari di sicurezza, ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi ed ai servizi di stewarding all’interno di impianti sportivi), i sindacati hanno espresso forti perplessità sulle proposte imprenditoriali sul secondo livello di contrattazione, sul sistema di classificazione, sul cambio di appalto e sugli aumenti economici, ben lontane da quanto richiesto nella piattaforma sindacale unitaria”.

Netto il commento del segretario nazionale Fisascat Cisl Vincenzo Dell’Orefice: “Il negoziato, ad oltre un anno dall’avvio, prosegue a rilento a discapito dei lavoratori, che da un biennio attendono risposte certe sugli aumenti economici. Siamo pronti a dare il nostro contributo per imprimere un’accelerazione al confronto, ma anche a mobilitarci se non ci saranno avanzamenti negoziali degni di nota in occasione dei prossimi incontri programmati il 25 ottobre e il 17 novembre”.

Importante anche il passaggio sulla profilerazione dei “contratti pirata”, che riducono diritti e tutele dei lavoratori e a fronte dei quali Dell’Orefice ritiene più che mai “urgente definire il rinnovo di un contratto nazionale di lavoro leader dei servizi di sicurezza forniti da privati siglato dalle associazioni maggiormente rappresentative, che contrasti il fenomeno del dumping contrattuale e che regoli con chiarezza i frequenti cambi di appalto mantenendo i livelli occupazionali e retributivi anche prevedendo specifiche indennità da riconoscere ai lavoratori in base alle varie mansioni svolte”.

 

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