Patto per la “conciliazione” del sistema italiano della sicurezza non armata BOLOGNA – La nascita del primoPatto italiano per la sicurezza non armata” e l’impegno a presentare ai ministeri competenti un documento programmatico che condensi le istanze di riforma, normativa e sindacale, condivise dalle associazioni maggiormente rappresentative della sicurezza privata disarmata. Questa la sintesi della tavola rotonda organizzata l’11 febbraio 2014 (anniversario dei Patti Lateranensi!) da www.vigilanzaprivataonline.com, l’unica testata giornalistica interamente dedicata alle tre anime che compongono i servizi di private security: vigilanza e trasporto valori, investigazioni e security disarmata.
Eccellente la risposta delle associazioni che vantano rappresentatività in un segmento che contempla una pletora sempre più ampia e sfuggente di servizi e che in Italia impiega oltre 100.000 addetti. Con un sommerso, purtroppo, almeno doppio. Un segmento che tuttavia vanta, anche sulla scorta dell’esperienza estera, notevoli prospettive di sviluppo e che potrebbe attrarre nuove aree di business anche in funzione integrativa alle forze dell’ordine (bodyguarding e VIP protection, lotta allo stalking, all’abusivismo commerciale, allo spaccio di sostanze stupefacenti, al bullismo, alle pedofilia, fino al controllo del territorio).

L’incontro, a porte chiuse, ha evidenziato criticità e limiti operativi delle diverse figure che gravitano nel settore: dalle frange più tipicamente dedicate alla sicurezza (investigatori privati, addetti al controllo accessi, steward, ex buttafuori), dove le norme, comunque lacunose, spesso non vengono applicate per mancanza di controlli, fino alle frange operative meno coinvolte nella produzione di sicurezza in senso stretto (portierati, receptionist, accoglienza) ma comunque da normare, quanto meno per perimetrare i confini ed evitare le derive qualitative di una deregulation spinta.

Tutte le sigle partecipanti hanno concordato nel ritenere che gli attuali limiti dell’impianto normativo comportino distorsioni del mercato e sconfinamento dei rispettivi di territori operativi, da cui abusivismo, lavoro sommerso e una pletora di contratti collettivi di lavoro che spingono il prezzo sempre più verso il basso, sulle spalle dei lavoratori e della loro sicurezza e a discapito della qualità dei servizi.
La stessa parcellizzazione dei tavoli di contrattazione e delle rappresentanze sindacali riduce il peso specifico del comparto e il potere di influenzare il decisore politico.

In proposito, l’incontro è stato oggetto di interessamento da parte del ministro all’Interno Angelino Alfano, che si è detto sensibile ad ascoltare e recepire le istanze scaturite dalla tavola rotonda.
A tal fine le associazioni presenti (AISS – Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, ANISI – Associazione Nazionale Imprese Servizi Integrati, AOSIS – Associazione Operatori Servizi Integrati di Sicurezza, CONFSICUREZZA – Associazione operatori della sicurezza non armata, FEDERPOL – Federazione Italiana Investigatori Privati, FEDERSICUREZZA – Federazione del settore della Vigilanza e della Sicurezza Privata, PIU’ SERVIZI – Associazione Nazionale di Categoria dei Servizi Integrati alle Imprese) hanno deciso di dar vita ad un “Patto italiano per la sicurezza non armata” e a calendarizzare sin da subito una rete di incontri per definire i punti di convergenza da presentare al ministero.

 

 

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