petrone

Dieci e lode al lavoro della Commissione Consultiva Centrale.
Il parere del Consiglio di Stato, rilasciato il 24 novembre, promuove a pieni voti il decreto sulla capacità tecnica varato dal Viminale lo scorso 14 aprile e destinato a rivoluzionare la scacchiera competitiva della vigilanza privata. Sono essenzialmente due gli elementi (non cassati ma semplicemente) sospesi dall’Alto Consesso, in attesa che si chiarisca un orientamento giurisprudenziale più definitivo in materia.

In particolare:
1) la previsione obbligatoria del documento di regolarità contributiva e della certificazione dell’ente bilaterale, già bocciata dal TAR Campania e ora in fase di appello al Consiglio di Stato;
2) l’introduzione del concetto di “beni di rilevante valore economico” relativo al trasporto valori, impugnato al TAR Lazio perché (secondo gli autotrasportatori ricorrenti) imporrebbe una licenza ex art. 134 TULPS per chiunque volesse trasportare beni di valore.

In entrambi i casi, il Consiglio di Stato si è semplicemente rimesso ai giudici competenti prima di esprimere un parere in sede consultiva, senza però bocciare nel merito nessuna delle previsioni (anche se, almeno per quanto riguarda la certificazione dell’ente bilaterale, si può già immaginare un esito negativo, considerata la recente sentenza del Consiglio di Stato che la boccia su tutta la linea).
Il testo del decreto è quindi stato riformulato nei punti rimasti sospesi e passato alla Corte dei Conti per la registrazione. Infine, dovrebbe arrivare l’atteso regalo di Natale. La riforma.

 

Per un approfondimento, ascolta l’intervista a Piergiulio Petrone, Presidente UNIV e Vice Presidente Federsicurezza