Quattro provvedimenti per riaprire le trattative della vigilanza privata |
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| Scritto da Ilaria Garaffoni |
| Venerdì 29 Ottobre 2010 10:47 |
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La parte sindacale, pur contestando l'enorme perdita di tempo ed energie (“avreste dovuto dirlo 20 mesi fa che non c'erano i soldi”), ha sostanzialmente convenuto sulla necessità di varare i provvedimenti richiesti dalla parte datoriale, che si mostrano ormai imprescindibili per la stessa sopravvivenza delle imprese e del settore nel suo complesso. Il Prof. Michele Tiraboschi, in rappresentanza del ministro del Lavoro, ha per parte sua mostrato una fattiva volontà di adoperarsi per porre in essere i correttivi necessari alla riapertura delle trattative, anche se ha chiarito che la crisi esiste per tutti e che qualsiasi richiesta che preveda un esborso o che presenti dei margini di sottrazione di gettito all'erario pubblico dovrà essere cassata in partenza. Tiraboschi ha quindi parlato di interventi istituzionali, come la predisposizione di osservatori a livello provinciale che indaghino sulla legalità delle imprese, sulla scorta di quanto già si sta facendo con successo nel settore della cooperazione. Una seconda proposta operativa è stata la c.d. "patente a punti" per le imprese, un processo già avviato con soddisfazione nel settore edile e che prevede una forma di "certificazione" delle aziende tesa a mettere fuori mercato le imprese che violino sistematicamente le disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro. Un sistema di qualificazione basato insomma sulla verifica dell'osservanza delle leggi (e non di un contratto collettivo, cui potrebbe venire contestata la validità erga omnes) e che rappresentebbe titolo preferenziale per l'assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici. Si è anche parlato di fornire un ulteriore chiarimento sul fatto che il D. Lgsl 66/2003, secondo la novella del Dlgs 112/2008, non si applica alla vigilanza privata, dal momento quest'ultima viene equiparata alla polizia. E questo nonostante le previsioni contenute nel CCNL, poiché la legge supera il contratto. Ma la questione forse più interessante è che il Prof. Tiraboschi ha fornito anche delle indicazioni di struttura, suggerendo l'ipotesi di un CCNL della vigilanza privata con una sfera di applicazione allargata anche ai servizi disarmati: una cornice unica dove insomma far convivere diverse figure caratterizzate da specificità e costi differenti. La riunione si è chiusa con la richiesta, da parte del Prof. Tiraboschi, di ricevere delle relazioni scritte dove le parti rappresentate si sforzino di riassumere istanze e possibilità operative. Starà poi al ministero isolare gli argomenti e metterli in griglia per dare forma ad una sorta di avviso comune. Le trattative per il rinnovo del contratto sono dunque ripartite? Non è dato sapere con certezza, ma questa riunione pare un buon inizio per ricominciare a lavorare sul contratto. |




ROMA, 28 ottobre 2010 –