Vigilanza Privata, Governo Renzi e riforma del lavoro

jobs-actSemaforo verde a vari provvedimenti che influiranno in maniera incisiva sul comparto vigilanza privata, tenendo anche conto che siamo in tempi di rinnovo contrattuale. Secondo due decreti attuativi del Jobs Act, da marzo 2015 le aziende potranno infatti assumere con un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, che prevede garanzie per il lavoratore a seconda della durata della prestazione lavorativa. Battesimo anche per il NASpI, ammortizzatore sociale che assegna a tutti i disoccupati involontari un’indennità del 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni, seppur con vari limiti. Vediamo le novità.

L’assunzione con il nuovo contratto “a tempo indeterminato a tutele crescenti” permette alle aziende di beneficiare anche del bonus previsto per le nuove assunzioni a tempo indeterminato con decorrenza nel 2015 (esonero dal versamento dei contributi previdenziali fino a 8.060 euro all’anno per 3 anni per ogni nuovo assunto).

Per i nuovi assunti il contratto a tutele crescenti prevede una serie di garanzie destinate a crescere con il passare del tempo: in pratica, in caso di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo illegittimo, il datore di lavoro dovrà versare al dipendente un’indennità economica pari a 2 mesi di stipendio per ogni anno di lavoro in azienda, da un minimo di 4 fino ad un massimo di 24 mensilità, senza reintegra. Sarà inoltre possibile un preventivo ricorso alla conciliazione ‘veloce’, in cui il datore di lavoro potrà offrire al lavoratore da 2 a 18 mensilità di indennizzo, il tutto esente da tasse. Resta fermo il diritto al reintegro nel posto di lavoro per i soli casi di licenziamento discriminatorio o nullo intimato in forma orale o quando, in caso di licenziamento disciplinare, il lavoratore dimostri l’insussistenza del motivo addotto dall’azienda.

In materia di licenziamenti collettivi, il decreto stabilisce che, in caso di violazione delle procedure (art. 4, comma 12, legge 223/1991) o dei criteri di scelta, si applica sempre il regime dell’indennizzo economico previsto per i licenziamenti individuali (da 4 a 24 mensilità). Resta fermo il diritto al reintegro per i licenziamenti collettivi intimati senza l’osservanza della forma scritta.

Per le piccole imprese, in caso di licenziamento ingiustificato è prevista un’indennità crescente pari a 1 mese di stipendio per anno di servizio (da un minimo di 2 fino ad un massimo di 6 mensilità). Resta fermo il diritto al reintegro per i soli licenziamenti discriminatori o nulli intimati in forma orale.
Con riferimento al computo dell’anzianità negli appalti, l’art. 7 del decreto attuativo chiarisce che, con riferimento al calcolo delle suddette indennità, l’anzianità di servizio del lavoratore che passa alle dipendenze dell’impresa subentrante nell’appalto si computa tenendo conto di tutto il periodo durante il quale il lavoratore è stato impegnato nell’attività appaltata.

Per quanto riguarda il decreto sugli ammortizzatori sociali, a decorrere dal 1° maggio 2015 è istituita la NASpI, Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego, che sostituisce Aspi e mini Aspi, e riguarderà tutti i disoccupati involontari a partire da tale data.
L’indennità, la cui erogazione sarà condizionata alla partecipazione a programmi di ricerca, riqualificazione e reinserimento lavorativo, sarà pari al 75% della retribuzione media degli ultimi 4 anni di lavoro, con un tetto massimo di 1.300 euro, e per un massimo di 24 mesi (18 fino dal 2017). Dopo i primi 4 mesi di erogazione, l’indennità si riduce del 3% al mese..,Al termine della NASpI si potrà aver diritto all’ASDI, un assegno di disoccupazione (pari al 75% della NASpI per 6 mesi) a sostegno di coloro che, al termine della fruizione della NASpI siano ancora privi di occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno.

I decreti attuativi entreranno in vigore con la prossima pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Decreto legislativo sul contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti:

Decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali:

Fonte: FederSicurezza News