certificazione

AccrediaIl 2 settembre 2017 è scaduto il termine, per gli Istituti di Vigilanza Privata operativi in ambito territoriale 4 e 5 del DM. 269/2010, per adeguare le proprie centrali operative ai requisiti indicati dalla norma EN 50518. Considerato che assai pochi sono in regola, il Ministero dell’Interno, interpellato sul punto da Accredia (che vigila sull’operato degli Organismi di Certificazione), ha dichiarato che la “proroga di fatto” sino al 2 gennaio 2018 vale non solo per gli Istituti di Vigilanza che non abbiano ancora ottenuto la certificazione UNI 10891- DM 269/2010, ma anche per l’adeguamento delle centrali operative già certificate UNI 11068 –DM 269:2010. Continua a leggere

Tanto tuonò che piovve. Accertato che, ad oggi, solo 393 Istituti di Vigilanza Privata su 1367 (davvero?) si sono certificati, per un misero 28,74% del totale (che, anche considerando le certificazioni in corso, non arriva comunque al 40%), il Ministero dell’Interno ha deciso di finirla. Nel rammentare che la certificazione è obbligatoria non solo per accedere alla licenza ex 134 TULPS, ma anche per mantenerla, e che l’attuale situazione, oltre a rappresentare un imbarazzante vulnus nel sistema di verifiche dell’autorità tutoria, genera paradossali distorsioni della concorrenza (chi si è certificato ha speso tempo e soldi che dovrà poi ricaricare sui servizi, mentre i furbetti sguazzano allegramente sui ribassi), il Ministero esorta Prefetti a Questori a mettere mano seriamente alla questione. E non si tratta più di blandi solleciti alle periferie, ma di un vero vademecum sanzionatorio.
La ricreazione è finita, dunque? Fino ad un certo punto…

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Per contare, occorre fare la conta. In altre parole: solo mettendo sul piatto il numero di tessere sindacali e di aziende associate del settore vigilanza privata e sicurezza si può invocare una rappresentanza forte e inoppugnabile  di fronte alle autorità, all’utenza e al mercato tutto. I sindacati dei lavoratori hanno già cominciato: ora tocca alle imprese. Questa la sintesi della tavola rotonda di Federsicurezza dello scorso 30 marzo aperta a tutte le OOSS e Associazioni di categoria e dedicata all’attuale tema della rappresentatività. Un tema che presenta riflessi sul piano contrattuale, naturalmente, ma a cascata anche sul piano dei diritti e della sicurezza dei lavoratori, oltre che della corretta competitività sul mercato e della stessa tenuta dei sistemi di rappresentanza. Perché se non si dimostra di avere i numeri non si può avere credibilità. E senza credibilità banditi, sindacati gialli e stazioni appaltanti spregiudicate avranno sempre la meglio, dal momento che, in questa Italia 2017, delinquere si mostra spesso vantaggioso.

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Da oltre 100 anni leader nella sicurezza, nel 2014 il Gruppo KSM ha rilevato il Gruppo IVRI dando vita ad uno dei principali gruppi europei nel settore della sicurezza privata. Ma oggi si parla di 405 posti di lavoro persi perchè l’azienda non piò più – si legge in una nota stampa – “proseguire i servizi che non garantiscano margini idonei a mantenere e tutelare i diritti di tutti i lavoratori della società”. L’azienda, prosegue la nota, ha aperto un tavolo di collaborazione con tutte le organizzazioni sindacali “al fine di limitare i disagi e i sacrifici per i propri collaboratori derivanti dalla mobilità, e ripristinare le normali condizioni di mercato e di legalità in un settore che in questi anni ha sofferto di una deregulation e di una guerra dei prezzi insostenibile”.
Ne abbiamo parlato direttamente con Luciano Basile, Amministratore Delegato di KSM.

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E’ stato pubblicato sul sito istituzionale della Polizia di Stato l’ elenco degli Istituti di vigilanza certificati ai sensi del DM 115/2014 e quindi già completamente conformi ai parametri fissati dal D.M. 269/2010.
L’elenco, in costante aggiornamento, rappresenta un primo passo verso un sistema che premia gli sforzi tesi a generare qualità e sicurezza della prestazioni offerte. La lista (in ordine alfabetico) indica l’istituto di vigilanza, la provincia di riferimento della licenza (quella della sede principale) e le categorie di certificazione (I: qualità dei servizi; II: centrali operative).  Potete scaricare l’elenco reso disponibile ad oggi dalla Polizia di Stato, tenendo però presente che la lista viene costantemente aggiornata con le nuove certificazioni accertate dal Ministero. Per essere sempre up-to-date, consultate periodicamente questo link: http://www.poliziadistato.it/articolo/37860 e poi la voce “Documenti”, che ritrovate sul menu nella destra della pagina. Continua a leggere

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