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Investigatori privati e collaboratori per attività investigative elementari: attenti alla privacy PDF Stampa Email
Scritto da Redazione   
Mercoledì 23 Novembre 2011 22:09

Intervista a Stefano Aterno (Avvocato penalista, consulente privacy e docente di Diritto Penale dell'Informatica presso l'Università LUMSA di Roma)

In che misura la tutela della privacy può impattare con l'attività dell'investigatore privato?

Sotto più aspetti, perché l'investigatore privato può trovarsi a dover trattare (nel senso ampio descritto dal T.U. Privacy 196/2003) e conservare dati personali, spesso anche sensibili, delle persone con le quali viene a contatto. Quindi l'investigatore deve osservare le cautele richieste dalla privacy e, prima ancora, deve conoscerne i principi.

Con riferimento alla figura del collaboratore con incarichi investigativi elementari, quali sono i principali punti di contatto e di conflitto con la privacy?

Si rileva primariamente un problema di accesso alle banche dati - un problema che investe in realtà tutti gli investigatori privati, nonché i vari soggetti coinvolti nelle indagini difensive (avvocati, consulenti tecnici). Poi c'è un problema di trattamento dei dati, che possono essere:

  •  dati relativi a tabulati telefonici acquisiti presso i gestori
  •  oppure dati acquisiti attraverso l'analisi ovvero la captazione oppure l'acquisizione fisica, o meglio digitale forense, degli strumenti informatici che si rinvengono sulla scena del crimine o sulla base delle indagini effettuate (es. cellulari notebook computer smartphone etc).

Sono tutti elementi di prova e documenti (anche informatici) per trattare i quali occorre osservare le più elementari regole in materia di trattamento dati, di privacy, di consenso al trattamento, di informativa nonché di misure di sicurezza successive previste dal codice privacy. Pertanto anche la dispersione o diffusione (anche involontaria) dei dati conservati dall'investigatore privato può portare a sanzioni severe, amministrative oltre che penali.

Quindi suggerisco di osservare la massima cautela nell'acquisizione, come pure nel trattamento e nella conservazione dei dati.