Appalti, sicurezza e vigilanza privata: abbasso il ribasso

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ROMA – Basta appalti al ribasso! Soprattutto se incidono sulla sicurezza di chi lavora. L’ha detto il ministro del Lavoro Sacconi in una c ircolare dello scorso 11 febbraio (n. 5/2011), che sottolinea i rischi delle scelte di esternalizzazione “disinvolte”, soprattutto in relazione ai possibili riflessi per la sicurezza dei lavoratori. La circolare richiama ad un’attenta disamina dei costi del lavoro e della sicurezza: tali costi sono incomprimibili, pertanto non assoggettabili a ribassi e comprensivi anche degli oneri derivanti da altre prescrizioni, come (e qui la circolare riporta un esempio azzeccato) la tabella dei costi della vigilanza privata del D.M. 8 luglio 2009. Una piccola-grande vittoria per il nostro settore.

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Vigilanza privata: aria di acquisizioni

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Centosessantasei Istituti di Vigilanza che continuano a vendere in perdita; 89 imprese che rischiano di abbandonare il mercato nel 2011 e una situazione economica globale che sta influenzando molto negativamente anche un settore ritenuto (a torto) resiliente alla crisi.  Infine, una concorrenza sempre più agguerrita che rende inevitabili operazioni di acquisizione e riordino nella scacchiera competitiva sempre più profonde e incisive.

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L’evoluzione della vigilanza privata in uno studio Plimsoll

ROMA – Uno studio Plimsoll identifica le 171 imprese di vigilanza privata oggi a rischio che rappresentano i migliori obiettivi di possibili acquisizioni societarie. Lo studio stima il valore finanziario delle 649 maggiori imprese del settore sulla base degli ultimi 4 bilanci depositati, con un’analisi scritta e grafica della performance di ciascuna impresa negli ultimi 4 anni, una classifica delle imprese, un “piano di miglioramento” proiettato a 12 mesi con le direttive da seguire per migliorare la salute finanziaria dell’impresa, direttivo, azionariato, partecipazioni e una fitta analisi di settore con ratios eLconomici, tavole grafici e classifiche.

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Pubblica Amministrazione, rimetti a noi i nostri crediti

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La pubblica amministrazione ha debiti per almeno 37 miliardi di euro, pari al 2,5% del PIL nazionale. E i pagamenti vanno da un minimo di 92 giorni ad un massimo di 664 giorni, con i picchi più drammatici nel Mezzogiorno. Per le vischiosità burocratiche della PA, molte imprese (PMI in testa) stanno agonizzando. Anche quelle di vigilanza privata, che sempre non amano farsi mancar nulla.  Ne parliamo con Franco Tumino, Coordinatore del TAiiS, Tavolo Interassociativo Imprese dei Servizi

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