Porti/Aeroporti

Una “vigilanza a parte” per specialità delle normative, per formazione richiesta, in certi casi anche per contrattazione collettiva applicata. Da trattare “a parte”.
Sei un esperto di security in porti, aeroporti, stazioni e mezzi di trasporto? Scrivi alla redazione: vogliamo far sentire anche la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

ROMA – Dopo il Decreto, ecco la circolare d’indirizzo. Il Ministero dell’Interno parla ancora di guardie giurate e antipirateria marittima circostanziando l’ambito di applicazione e le modalità di assunzione di gpg a bordo, oltre alla complessa questione dell’imbarco di armi. La circolare riporta anche le procedure per il rilascio delle autorizzazioni occorrenti per lo svolgimento dei servizi (allegato 1), specificando che occorre la preventiva approvazione del Regolamento di Servizio del Questore della Provincia in cui ha sede l’Istituto di Vigilanza Privata che voglia entrare nel business (allegato 2). Il regolamento dovrà affrontare vari argomenti, come la responsabilità, le competenze e le norme comportamentali, il ruolo del “Team Leader” (la gpg più anziana) e l’uso della forza. Continua a leggere

portoROMA – Se i servizi antipirateria non interessano granché per i problemi che recano (spesso superiori agli incassi), l’impiego di guardie giurate nei porti è invece un business di tutto rispetto, che peraltro potrebbe dar vita a servizi altamente profilati, quindi potenzialmente in grado di non incappare nella guerra dei prezzi. Non è dunque un caso che l’Assiv abbia incontrato ad agosto i rappresentanti dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno per sollecitare l’uscita della circolare sulla formazione del personale, di fatto propedeutica all’applicazione del DM 154/2009 (il decreto che consente l’uso di gpg in ambito portuale).
Ma non tutti la pensano allo stesso modo. I diretti interessati (Assoporti, Assologistica e Assiterminal) non gradiscono i costi aggiuntivi dell’obbligo di vigilanza privata in ogni terminal e temono che si generino dei conflitti di interesse dovuti allo spostamento di alcune competenze dalle Capitanerie di porto alle Questure. Continua a leggere

pirati1ROMA – E già, con tutti i problemi che ha il settore vigilanza privata e l’imprenditoria italiana in generale, era giusto dare priorità alle questioni dell’antipirateria. E, come era prevedibile, il primo servizio di sicurezza che farà salire guardie giurate su navi mercantili italiane contro la pirateria è stato autorizzato ad una compagnia britannica: la Triskel Services. Sulla nave mercantile italiana “Pan Uno” della società partenopea Augustea Atlantica salirà quindi personale (probabilmente straniero) targato Triskel, che ha già aperto una filiale a Roma. E ha fatto bene i conti, visto che le (poche) società italiane che hanno creduto all’antipirateria non possono ancora fornire servizi perchè mancano le norme, a partire dalla circolare attuativa della legge 130. Continua a leggere

pirati

Torniamo sul tema della pirateria marittima.
Luca Tomaiuolo, affermato blogger di Blogging The Security, scrive per noi un articolo di particolare interesse. Anche perchè, sul fronte anti-pirateria, molto è stato scritto, ma qualsiasi considerazione è legata alla concreta applicazione sul campo “perchè è proprio lì che alcuni ingranaggi rischiano di collassare sotto il peso di una parziale e opinabile inadeguatezza” – scrive Luca. Continua a leggere

porto

NAPOLI – Il III Convegno di Assosecurport (Associazione Nazionale Istruttori Certificati, PFSO e Operatori di Security delle strutture Portuali) del 16 maggio scorso era incentrato sulla Port Security in chiave di sicurezza partecipata tra pubblico e privato.
Vincenzo Acunzo, la cui presenza in rappresentanza del ministero dell’Interno era di per sé significativa di una sempre più intensa interazione tra pubblico e privato, ha sottolineato l’evoluzione concettuale che ha riguardato la sicurezza privata ed il suo ruolo prima complementare e poi sussidiario a quello delle forze pubbliche. Continua a leggere

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