Vigilanza Privata antipirateria: è il momento della formazione

nave-crociera-nel-mirinoIl DM 266/2012, che ha sancito e disciplinato l’impiego di guardie giurate sulle navi per servizi antipirateria marittima, ha rivoluzionato un settore dove il vuoto normativo impediva, di fatto, alle aziende italiane di operare in un’area di business di sicuro interesse. Ma le grandi rivoluzioni spesso richiedono aggiustamenti in corsa e le correzioni al tiro non possono che partire da chi in quel settore opera quotidianamente, verificando sul campo i limiti e le criticità del dettato normativo. E’ il caso di G7, società di sicurezza leader nei servizi di security, consulenza e risk management. “Questo nostro associato ha sollevato un semplice interrogativo: se su 80 transiti mensili su navi italiane, solo 18 sono posti in essere dalle tre aziende che operano nel settore, chi svolge gli altri servizi antipirateria?” – specifica Luigi Gabriele, presidente di Federsicurezza.

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Certificazione, formazione, antipirateria: i temi caldi per UNIV

anna-maria-domeniciE’ un momento cruciale per il settore: il disciplinare ministeriale ha infatti posto le basi per mettere concretamente in piedi un sistema di certificazione organico ed indipendente nella vigilanza privata.
I tempi sono quindi maturi anche per parlare di formazione (tema legato a doppio filo a quello della certificazione), con un particolare focus sull’antipirateria, visto che il 30 giugno potranno imbarcarsi solo guardie giurate formate ad hoc.  Ma quali iniziative sono state messe in campo per far fronte a queste scadenze? Ne parliamo con Annamaria Domenici, Segretario Generale di UNIV (Unione Nazionale Istituti di Vigilanza, aderente a Federsicurezza- Confcommercio) e responsabile Sicurservizi, braccio operativo di FederSicurezza.

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Sicurezza sussidiaria e antipirateria: formazione e certificazione delle guardie giurate

portoL’addetto ai servizi di sicurezza sussidiaria è una guardia giurata certificata a svolgere i servizi previsti dal DM 154/2009; il “direttore tecnico è il soggetto certificato che svolge compiti di responsabilità e coordinamento dei servizi di sicurezza sussidiaria”. Queste le definizioni del disciplinare per la formazione delle guardie giurate addette ai servizi di sicurezza sussidiaria diramato dal ministero dell’Interno. Tre i concetti che spiccano: quello di sicurezza sussidiaria (servizi espletabili direttamente o attraverso istituti di vigilanza privata, dagli enti o società di gestione portuale, dalle società ferroviarie e dei servizi di trasporto in concessione, nell’ambito dei porti, delle stazioni ferroviarie, dei terminal passeggeri e dei relativi mezzi di trasporto e depositi), il concetto di formazione e quello di certificazione.
Questi ultimi due sono evidentemente connessi tra loro.

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Guardie giurate antipirateria: una circolare interpretativa

ROMA – Dopo il Decreto, ecco la circolare d’indirizzo. Il Ministero dell’Interno parla ancora di guardie giurate e antipirateria marittima circostanziando l’ambito di applicazione e le modalità di assunzione di gpg a bordo, oltre alla complessa questione dell’imbarco di armi. La circolare riporta anche le procedure per il rilascio delle autorizzazioni occorrenti per lo svolgimento dei servizi (allegato 1), specificando che occorre la preventiva approvazione del Regolamento di Servizio del Questore della Provincia in cui ha sede l’Istituto di Vigilanza Privata che voglia entrare nel business (allegato 2). Il regolamento dovrà affrontare vari argomenti, come la responsabilità, le competenze e le norme comportamentali, il ruolo del “Team Leader” (la gpg più anziana) e l’uso della forza.

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Vigilanza Privata per la sicurezza nei porti: c’è chi dice no

portoROMA – Se i servizi antipirateria non interessano granché per i problemi che recano (spesso superiori agli incassi), l’impiego di guardie giurate nei porti è invece un business di tutto rispetto, che peraltro potrebbe dar vita a servizi altamente profilati, quindi potenzialmente in grado di non incappare nella guerra dei prezzi. Non è dunque un caso che l’Assiv abbia incontrato ad agosto i rappresentanti dei ministeri dei Trasporti e dell’Interno per sollecitare l’uscita della circolare sulla formazione del personale, di fatto propedeutica all’applicazione del DM 154/2009 (il decreto che consente l’uso di gpg in ambito portuale).
Ma non tutti la pensano allo stesso modo. I diretti interessati (Assoporti, Assologistica e Assiterminal) non gradiscono i costi aggiuntivi dell’obbligo di vigilanza privata in ogni terminal e temono che si generino dei conflitti di interesse dovuti allo spostamento di alcune competenze dalle Capitanerie di porto alle Questure.

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