Ex Buttafuori

buttafuori-vigilanza-privataSei un addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi (ex “buttafuori”)? Fai sentire la tua voce obliqua!

Invia a redazione@vigilanzaprivataonline.com suggerimenti, esperienze, best practise, richieste di chiarimenti.

ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è solo una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com garantisce sempre l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

L’Altra VigilanzaOltre 100.000 addetti, che si aggiungono ad un sommerso ancor più rilevante. E’ il mondo dell’Altra Vigilanza. Steward, ex-Buttafuori, Investigatori, Servizi Fiduciari: le figure normate diverse dalla vigilanza rispondono ad istanze di sicurezza integrata sempre più circostanziate ed alla loro formazione, altrettanto ampia e circostanziata, dovrebbero corrispondere un’adeguata dignità professionale ed un robusto ed articolato sistema di rappresentanza. L’appuntamento è a Firenze il 15 Dicembre 2015 h. 9,15 per indagare assieme le tante facce dell’art. 134 TULPS ed elaborare nuovi modelli di sicurezza integrata sulla scorta dell’ormai avviato “laboratorio fiorentino”. Continua a leggere

butt-disotecaIl 30 Novembre 2015 si è tenuto, presso il Ministero dell’Interno, un incontro dedicato al tema della sicurezza delle discoteche. Ne è scaturita la proposta di elaborare un “Codice di condotta” degli operatori del settore che rintrerà nell’ambito di un Accordo quadro, condiviso dalle Associazioni maggiormente rappresentative, quale atto generale di indirizzo. Tutto questo in vista della stipula di Patti locali intesi, in particolare, al contrasto dello spaccio di stupefacenti, dell’abusivismo e di altri fattori di rischio.
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enbisitGli addetti alla sicurezza dei locali: figure spesso non tutelate, il cui inquadramento deve essere oggetto di maggiore attenzione. Forte di queste considerazioni, l’ENBISIT (Ente Nazionale Bilaterale Sicurezza Investigazioni e Tutela) ha presentato il nuovo C.C.N.L. della Sicurezza non armata e delle investigazioni, siglato da AISS (Associazione Italiana per la Sicurezza Sussidiaria) e Federterziario assieme ad UGL Sicurezza Civile. Il rinnovo del contratto punta a far diventare questa attività una vera e propria professione – inquadrata, riconosciuta e regolamentata e che riguarda numerose figure: addetti al controllo attività di spettacolo e intrattenimento (ex buttafuori), controllo accessi in attività commerciali e fieristiche, servizi di accoglienza, guardiania, monitoraggio aree, stewarding, etc.  Continua a leggere

logo-aissROMA – AISS, Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria ha presentato le proprie richieste di modifica dell’assetto normativo ed applicativo per il comparto della sicurezza sussidiaria non armata. Tra le istanze più rilevanti si annoverano lo snellimento delle procedure, ma anche cambiamenti sostanziali sul fronte operativo ed applicativo, come pure divieti e sanzioni per sanare le anomalie sul fronte contrattuale e/o procedurale. Non mancano infine le richieste di tipo politico, a partire dalla creazione di un “terzo polo della sicurezza privata” che accorpi i servizi di controllo, stewarding, bodyguarding, portierato e reception. Continua a leggere

bodyguardIl Presidente della Ducati Energia non capisce perché la sicurezza non produca utili e riporta il caso delle tante (a dir suo) persone che avrebbero bisogno di servizi di bodyguarding e VIP protection.
Persone che forse sono tante per davvero, a giudicare dalla quantità smisurata di auto blu e lampeggianti che circolano nella capitale, ma anche a giudicare dalla quantità di operatori che già ora svolgono servizi di close protection.
Tali servizi, vietati dall’attuale legislazione, non solo vengono allegramente promossi sul web, ma sono addirittura oggetto di corsi di formazione a stampo regionale (http://www.tuttoformazione.com/bodyguard_546/regione_emilia-romagna%20_19.html). E allora non sarebbe il caso di uscire dall’ipocrisia e smetterla di chiamare queste figure portaborse, assistenti personali o autisti, e cominciare a chiamarle per ciò che sono, cioè bodyguard?
C’è però un problemuccio: secondo il nostro ordinamento la tutela della persona è appannaggio esclusivo delle forze di sicurezza pubbliche. Quindi i privati potrebbero solo tutelare i beni, mobili ed immobili. Ma la realtà è ben diversa.

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