Sicurezza privata: il Governo si impegna a valutare i ristori

Dopo mesi di silenzio, la sicurezza privata entra finalmente nell’agenda di Governo – dichiara Franco Cecconi, Presidente di AISS, Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria. L’Esecutivo ha infatti dato parere favorevole a un emendamento chiesto da AISS e presentato dall’On. Carmelo Miceli, Responsabile Sicurezza del PD, che impegna formalmente il Governo a “valutare l’opportunità di inserire, con impellenza, nel prossimo provvedimento utile o comunque nell’ambito di una revisione organica della disciplina delle misure di sostegno, le agenzie di sicurezza private (Codici Ateco: 80.20.00 servizi connessi ai sistemi di vigilanza; 80.30.00 servizi di investigazione privata; 81.10.00 servizi integrati di gestione agli edifici) tra le imprese beneficiarie dei provvedimenti adottati nell’interesse delle aziende in difficoltà”. Un emendamento necessario per sostenere tutte le imprese operanti nei settori più colpiti dal COVID-19, incluse quelle sinora dimenticate dai ristori (ma pur assai gravemente penalizzate), come le agenzie di sicurezza.

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Steward e addetti ai servizi di controllo: senza mercato e senza aiuti

Un comparto che è rimasto senza mercato e senza aiuti, dimenticato dalla politica e dai ristori e che più di tutti soffre l’ombra scura di un Covid 19 che non ci restituirà più il mondo che conoscevamo prima. Parliamo dei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento, settore fermo da febbraio per la chiusura di eventi, pubbliche manifestazioni, fiere, entertainment, sport, discoteche, movida. Un settore cui è richiesta una professionalità garantita da licenza ex art. 134 TULPS e che vanta il maggior numero di ore di formazione obbligatoria del comparto. Un settore che, tuttavia, non gode di un codice ateco ad hoc e non ha sinora beneficiato dei ristori garantiti ad altre categorie.

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Ristori bis: sicurezza privata bis-dimenticata dal governo

Amaro il giudizio di Unimpresapol (Federazione Nazionale Investigazioni Private, Vigilanza e Security) sul Decreto Ristori Bis, che ancora una volta ignora le aziende rubricate al codice Ateco 80 (servizi di vigilanza privata e di investigazioni privata). Si era sperato in una svista del Decreto Ristori, partorito in fretta e in furia, ma con l’edizione Bis si ha avuto la conferma di quanto il settore venga sistematicamente ignorato dal Governo. In particolare soffre il mondo dell’investigazione (peraltro già dimenticato nella fase più acuta del primo lockdown e poi rientrato in corner) e chi opera nei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento (che non dispongono nemmeno di un codice ateco ad hoc). Sebbene siate state prese misure significative per i principali committenti della sicurezza privata (eventi e fiere, cinema, teatri, stadi, impianti sportivi, discoteche ecc), ai quali il governo ha riconosciuto col Ristori Bis fino al 400% in contributi, crediti d’imposta e riduzioni tributarie, è stato dedicato invece uno zero tondo alle imprese di sicurezza, le stesse aziende che potrebbero però permettere a queste realtà di riaprire, una volta allentata la morsa del COVID.

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Decreto Ristori: anche gli investigatori privati chiedono aiuti

investigatori-privatiTra le attività cui sono autorizzate le agenzie di investigazione privata si annoverano anche i servizi di controllo nelle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi: un settore in estrema sofferenza per il blocco totale di fiere, eventi, discoteche ed entertainment. Si parla di oltre 8.000 addetti alla sicurezza che sono a spasso da marzo. Il Presidente di Federpol, Luciano Tommaso Ponzi, ha lanciato l’allarme al premier Conte ed al ministro dell’Interno e dell’Economia: servono aiuti per le aziende, penalizzate ad oggi da una classificazione Ateco troppo generica che rischia di escludere dai ristori un settore di per sè duramente colpito.

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Il Decreto Ristori non contempla i codici ateco della sicurezza privata

Il Decreto Ristori, allo stato, non prevede tra i beneficiari i lavoratori e le imprese dei settori individuati ai codici ateco 80.10.00 (servizi di vigilanza privata) e 80.30.00 (servizi di investigazioni privata). Una lacuna che, fatta forse salva la vigilanza privata in senso stretto (che ha sempre lavorato e nella gestione del social distancing trova diverse opportunità di impiego), danneggia non solo il mondo dell’investigazione (peraltro già dimenticato nella fase più acuta del primo lockdown e poi rientrato in corner), ma soprattutto chi opera nel settore dei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento. Un settore di fatto fermo da febbraio per la chiusura delle attività legate agli eventi, alle pubbliche manifestazioni, alle fiere, all’entertainment, allo sport, alle discoteche, alla movida e a tutto ciò che è legato al pubblico intrattenimento.

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