Lettere al Direttore

lettere-al-direttoreRichieste di approfondimenti, segnalazioni di notizie, spunti o semplici sfoghi: i protagonisti siete voi. Scriveteci a info@vigilanzaprivataonline.com.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

Riceviamo e pubblichiamo una Lettera al Direttore, firmata Bastiancontrario, che siamo certi solleverà del polverone ma – auspichiamo – anche un costruttivo dibattito. La lettera si riferisce all‘articolo, a firma Ilaria Garaffoni, dedicato alla nuova circolare del Ministero dell’Interno che definisce un iter sanzionatorio a carico dell’abbondante due terzi di Istituti di Vigilanza Privata che tuttora non hanno ottemperato all’obbligo della certificazione. Il Bastiancontrario che ci scrive lamenta tempistiche troppo lunghe ed un “eccesso di gradualità”, che potrebbe ancora una volta danneggiare chi invece rispetta la legge. Se volete commentare, fate sentire la vostra voce obliqua: la rubrica “Lettera al Direttore” è nata per questo. Continua a leggere

security-manager-vigilanza-privataPubblichiamo un quesito sul security manager negli istituti di vigilanza privata: “Con il DM 269/10 si è previsto – per alcune figure interne all’istituto – l’obbligo di frequentare un corso universitario. In base alla tipologia di istituto, queste figure dovranno poi ottenere la certificazione UNI 10459. Domanda: quale libero professionista certificato UNI 10459 consulente della security, posso operare presso gli IVP come security manager, pur essendo un esterno? Continua a leggere

sparo-pistolaTorniamo con la rubrica Lettere al Direttore con un quesito sulle armi posto da una guardia particolare giurata. “La U.E. impone delle regole che regolamentano la vita dei popoli, non ultimo la libera circolazione negli stati appartenenti alla comunità. Mi chiedo il perché, in questo clima di libertà, con il nostro porto d’armi per difesa personale, che a mio giudizio ha più valore di una tessera d’identità rilasciata dal Comune di appartenenza, non possiamo detenere l’arma al di fuori dei confini della Nazione. Credo che, per il delicato lavoro che svolgiamo, avendo contatti giornalieri con persone di diverse nazionalità, la salvaguardia della nostra incolumità personale diventi necessità anche fuori dai confini”.

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Un “curioso caso” riguarda la categoria degli appartenenti ai corpi delle Guardie Particolari Giurate.
Curioso quanto sinonimo di una grave ingiustizia ed altresì indicativo di quanto la categoria sia presa a buon cuore dai politici ma anche di quanto la stessa categoria sia passiva ed arrendevole di fronte a ciò che le viene tolto e negato.
E’ la questione dell’equo indennizzo, nota dolens di un Governo nato per fare grandi cose e morto per averne fatte di dannose, il Governo Monti. Giuseppe Alviti entra nel dettaglio della questione.
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Riceviamo e pubblichiamo l’accorato appello di un operatore della vigilanza privata che, come tanti titolari di piccole e medie imprese di settore, sta soffrendo la morsa della crisi e non si sente rappresentato nè tutelato dalle principali associazioni di categoria. Uno spunto di riflessione sulla crisi delle vocazioni – e delle motivazioni – dell’associazionismo di categoria. Continua a leggere

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