Vigilanza Privata: Sicuritalia acquisisce IMEVI e affitta AL Security

Sicuritalia, primo gruppo italiano della sicurezza con 650 milioni di ricavi e 15.000 dipendenti, ha chiuso il terribile 2020 confermando il fatturato consolidato e il numero di addetti del 2019, e procedendo nel proprio processo di consolidamento con due operazioni volte ad irrobustire le business unit locali e la capillarità operativa anche nel Meridione: l’acquisizione di IMEVI, storico istituto di vigilanza privata pugliese, e la messa in sicurezza di AL Security, attiva in Lombardia, con un’operazione di affitto di azienda. Sicuritalia, oltre a garantire piena continuità operativa, offrirà ai clienti di IMEVI e di AL Security una gestione integrata dei servizi di sicurezza, che comprende, oltre alla vigilanza privata, anche progettazione, installazione e manutenzione di impianti di sicurezza, reception e portierato fiduciario, investigazioni, travel security, nonché, attraverso una specifica divisione ancillare rispetto a quella di security, anche servizi di pulizia ed igiene ambientale.

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Vigilanza Privata: Mondialpol punta al Sud e cresce nel trasporto valori

Dopo l’acquisto di tre rami d’azienda di Allsystem (Trasporto e Conta Valori e Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari) per diverse province del Nord, che ha consolidato la leadership del gruppo nel Trasporto Valori e nella Contazione, Mondialpol scommette sul Sud e acquista, tramite Vedetta2Mondialpol, il ramo d’azienda di Vigilanza Stradale, Fissa e Trasporto Valori di G4 Vigilanza per le province di Bari, Brindisi e Taranto.

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Vigilanza Privata e security: la lezione del Covid per un 2021 migliore

Mancano poche ore alla chiusura di questo disgraziato 2020 e ci piace riprendere le riflessioni di Andrea Ambrosino, consulente e formatore, security manager, RSPP, DPO e responsabile qualità in diversi istituti di vigilanza privata, oltre che attento osservatore del settore security. Nel ripercorrere un anno di crisi e di scivoloni più o meno o grossi della politica, dell’autorità tutoria, della committenza e del settore stesso, sempre avvitato in un rinnovo contrattuale che non risolverà comunque i problemi sistemici del comparto, l’autore si sofferma sul Covid quale moltiplicatore di criticità preesistenti. Dall’abusivismo al dumping contrattuale, dalla guerra tra poveri alla tendenza a non investire o a limitarsi (quando va bene) allo stretto adempimento normativo. In un 2020 che ha messo alla prova tutti, è rimasto a galla non a caso chi negli anni aveva investito con lungimiranza in riforme del processo produttivo, in dotazioni tecnologiche, certificazioni e percorsi formativi capaci di guardare oltre il mero obbligo di legge. Perchè i tanto invocati controlli dell’autorità, in mancanza di una vision imprenditoriale chiara, serviranno a poco in un 2021 che potrebbe mostrare un volto non meno lugubre dell’anno che si sta chiudendo. Ma da inguaribili ottimisti, crediamo che la lezione verrà recepita e auguriamo un buon 2021 a tutti.

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