Certificazione Vigilanza Privata: ecco il disciplinare

Disciplinare di valutazione per organismi di certificazione vigilanza privata Il 27 febbraio scorso il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, ha adottato il Disciplinare per la valutazione della conformità degli istituti e dei servizi di vigilanza privata da parte degli organismi di certificazione indipendente. L’adempimento, richiesto dal DM 4 giugno 2014, n. 115 (requisiti per la certificazione degli Istituti di Vigilanza Privata), è composto da pochi articoli che forniscono l’elenco degli Organismi di certificazione indipendente, l’attività degli Enti di Accreditamento e le modalità di certificazione degli istituti di vigilanza privata. Queste ultime si basano sugli schemi di certificazione allegati e sulle tabelle con le “check-list” da rispettare a seconda del tipo di servizi offerti.

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Riforma del lavoro e sicurezza disarmata: allo studio un CCNL unico

riunioneintJobs Act, riforme autunnali del lavoro, legge di stabilità 2015 (con annessa abolizione dei contratti a progetto) e – last but not least – il decreto Milleproroghe: il governo ha ormai posato le sue prime pietre riformiste, giuste o sbagliate che siano, tracciando una linea piuttosto chiara di quello che intende ottenere in futuro. Benchè manchino i Decreti Attuativi, le norme di indirizzo già rilasciate forniscono infatti alcune direttrici sulle quali si può già lavorare. Questo processo toccherà per forza l’attuale contrattualistica del lavoro e l’universo della sicurezza privata, peraltro in fase di scadenze naturali, esigerà anch’esso una profonda rivisitazione. I tempi sono dunque maturi per riaprire il tavolo del Patto Italiano per la Sicurezza Non Armata, che sta studiando da tempo le possibili convergenze tra i diversi CCNL del settore disarmato in essere. La prima calendarizzazione dei lavori è già fissata al 18 marzo 2015.

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Vigilanza Privata a Roma: auto di servizio possono circolare in ZTL

ztlROMA – Non solo auto blu e scorte: ora anche i veicoli di servizio degli Istituti di Vigilanza privata della Capitale possono circolare all’interno dell’area ZTL senza contrassegno, al pari delle Forze di Polizia e degli automezzi adibiti a servizi di pronto intervento, soccorso ed emergenza. La Giunta Capitolina di Roma, con Deliberazione n. 363 del 23 dicembre 2014, ha infatti accolto le istanze rappresentate da FederSicurezza all’Assessore alla Mobilità e Trasporti di Roma Capitale consentendo l’accesso senza contrassegno anche ai veicoli degli Istituti di Vigilanza. Per accedere alle ZTL romane, gli Istituti non dovranno quindi più ottenere il rilascio del permesso per circolazione e sosta, ma solo richiedere l’inserimento nelle Liste Bianche.

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La vigilanza privata incontra municipalizzate, orafi e casinò

Vigilanza Privata 3.0Il prossimo 12 marzo i servizi privati di sicurezza trovano a Verona uno spazio di confronto tra domanda e offerta. Si chiama “Vigilanza Privata 3.0: innovare l’attualità? Occhi puntati sul futuro prossimo” ed è la seconda tappa di un roadshow che FederSicurezza porta in tutta Italia, per raccogliere le istanze dai territori e disegnare un sistema integrato dove domanda ed offerta di sicurezza viaggino sinergicamente. “Piatto forte” della giornata, il talk show con ospiti di assoluto rilievo: da Matteo Bettarello Presidente ATV (Azienda Trasporti Verona) a Vittorio Ravà (Presidente Federgioco e Direttore Generale del Casinò di Venezia), da Paolo Artelio (Presidente Veneto di FIPE, pubblici esercizi, e SILB, locali da ballo) a Stefano Andreis, Presidente Associazione Orafi Trento (Federpreziosi), fino a Vincenzo Peritore, Presidente Verona di APPC (Associazione Piccoli Proprietari Case) e ALAC (Associazione Liberi Amministratori di Condominio). Non meno rilevanti le presenze istituzionali: da Vincenzo Acunzo (Ministero dell’Interno) alle autorità locali di PS.

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Vigilanza Privata: revisione norma UNI su requisiti minimi e qualità dei servizi

uniI requisiti per gli Istituti di Vigilanza Privata richiesti dalla norma UNI 10891:2000 per la certificazione vi paiono anacronistici, distanti dalla realtà del mercato, inefficaci a definire dei veri requisiti di qualità? Ebbene, fino al 10 marzo 2015 potete dire la vostra all’UNI (Ente Italiano di Normazione), inviando commenti o chiedendo di partecipare ai lavori di revisione sulla norma sui requisiti minimi e le modalità di controllo dei servizi offerti dagli istituti di vigilanza privata.

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