Più soldi e più beneficiari per il contributo di solidarietà per i lavoratori della vigilanza privata

trasporto-euroCon il perdurare dell’emergenza sanitaria e del ricorso agli ammortizzatori sociali, il contributo di solidarietà dell’Ente Bilaterale Nazionale della vigilanza privata allarga il bacino dei possibili beneficiari. Il contributo di solidarietà è rideterminato in 260 € lordi (riproporzionato per il part time in base all’orario contrattuale individuale) per ogni mese compreso tra febbraio e dicembre 2020 e per un massimo di sei richieste. Per il periodo febbraio – agosto 2020 Ebinvip liquiderà l’importo integrativo sulla base di quanto già corrisposto a fronte delle domande pervenute ed approvate, senza necessità di ulteriori richieste da parte dei lavoratori. Per il periodo settembre – dicembre 2020, i lavoratori inoltreranno nuova richiesta, secondo la procedura già in atto.

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No volontari: la sicurezza spetta ai professionisti

Eventi cancellati, migliaia di addetti ai servizi di controllo e steward a spasso, mentre tutti chiedono il rispetto delle regole. AISS, Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria, ricorda che devono essere i professionisti qualificati dalla legge a svolgere le mansioni di controllo e non i volontari. Il legislatore ha affermato la centralità nel 2009 con l’obbligo di assunzione di personale qualificato, iscritto in un elenco noto ai Prefetti e revisionato a cadenza biennale, con un codice deontologico e mansioni circostanziate che prevedono anche la mediazione dei conflitti. Questo impianto è stato parzialmente smantellato nel 2018, con un Direttiva che ammetteva il volontariato per garantire la “sicurezza” nelle manifestazioni pubbliche. Con il COVID_19 i settori fieristico, entertainment e delle manifestazioni pubbliche sono stati spazzati via, travolgendo le imprese di sicurezza. L‘abominio degli assistenti civici, fortunatamente rientrato, ha dato il colpo di grazia. AISS, in una lettera aperta, fa un’interessante cronistoria del fenomeno, richiamando ai tema della sicurezza: un bene collettivo e primario.

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CCNL Vigilanza Privata: nulla di fatto, con qualche spiraglio

Apparente nulla di fatto, seppur con qualche luce all’orizzonte, per l’ultimo incontro tra le parti sociali per il rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza. Nelle intenzioni, si legge in un comunicato UILTUCS-UIL, l’appuntamento doveva appurare la volontà di giungere ad un accordo in tempi brevi, tenuto conto che – a parte il salario – tutti gli argomenti erano stati approfonditi in 5 anni di trattative. “L’approccio delle Associazioni Datoriali – continua però il comunicato – è stato negativo: di fatto, un arretramento su Classificazione unica, Cambio di appalto, secondo livello di contrattazione e l’affermazione che – data l’emergenza in atto – i margini economici per un adeguamento salariale sono ridottissimi. La discussione ha vissuto momenti di difficoltà ma la conclusione lascia aperto uno spiraglio che, a questo punto, riteniamo vada esplorato fino in fondo”.

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Vigilanza Privata: volontari al posto di guardie giurate nel Comune di Roma

Ci risiamo. Oggi è il Comune di Roma a prevedere l’utilizzo di personale volontario in una gara d’appalto del Municipio XI per l’affidamento di servizi definiti dal bando come di “custodia e vigilanza”. Il fatto che si tratti di attività disciplinate dal TULPS, affidate dalla legge a realtà con qualifiche e autorizzazioni ben precise, non impedisce ad una Pubblica Amministrazione di rivolgersi ad “associazioni ed organizzazioni di volontariato” e non ad imprese di sicurezza in regolare possesso di licenza. E nemmeno il fatto che l’esercizio di questi servizi da parte di soggetti non autorizzati o privi di qualifica di guardia giurata concretizzi la fattispecie di esercizio abusivo di vigilanza privata, sanzionata penalmente.

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Guardie giurate antipirateria marittima: formazione e armi vanno risolti subito

proroga-antipirateria-vigilanza-privataVi ricordate delle guardie giurate incaricate di svolgere servizi di antipirateria marittima, prorogate dopo infinite pressioni ad operare fino a Giugno 2021,  ma ancora orfane di corsi di formazione? Questo stallo rischia di lasciare le imprese italiane nuovamente al palo (per la gioia dei concorrenti esteri), se il ministero non attiverà rapidamente i corsi teorico-pratici per qualificare queste guardie. E sarebbe una storia che si ripete, visto che a luglio e agosto le gpg italiane che non avevano sostenuto l’esame (esame non praticabile causa Covid e sul quale si attendevano delle linee guida per le certificazioni che non sono mai arrivate) sono state infatti costrette a fermarsi. Ma anche le armi sono un problema da risolvere in fretta: la circolare del 9 dicembre 2019 fa infatti passare da un’autorizzazione a a validità biennale con comunicazione inviata di volta in volta 72 ore prima dell’inizio del servizio, ad una licenza con efficacia limitata allo svolgimento del servizio e che quindi dev’essere rilasciata ogni volta che si effettua un servizio. Risultato: gli istituti di vigilanza privata non riescono ad ottenere l’autorizzazione in tempo. Federsicurezza ha chiesto di ripristinare la circolare del Capo della Polizia del 19 ottobre 2013 (che prevedeva un’autorizzazione biennale da integrare, volta a volta, con un’e-mail all’autorità competente con le informazioni sul servizio): “una semplificazione che consentirebbe alle imprese di sicurezza italiane specializzate in servizi antipirateria di riprendersi un mercato che sta ormai passando in mani esclusivamente straniere” – dichiara il Presidente Luigi Gabriele.

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