Ballare ai tempi del Covid? Zero margini per i locali e distanze impossibili

Dal 15 giugno si torna a ballare. In teoria. In pratica molti locali non apriranno, visto che la ripartenza pare limitata alle discoteche all’aperto, con capienza dimezzata e una distanza in pista di 2 metri (1 metro se si sta fermi). Il tutto con mascherina sempre indossata. Misure inaccettabili e irricevibili nel metodo e nel merito – tuonano le imprese del settore intrattenimento, che pesa per oltre 4 miliardi all’anno di fatturato. Le imprese che si occupano di entertainment e le agenzie di sicurezza lamentano di non essere state consultate dal Governo, tanto che i provvedimenti adottati risultano essere non solo inapplicabili nei fatti, ma purtroppo anche esiziali per la tenuta del comparto. Le Associazioni più rappresentative del settore chiedono l’urgente apertura di un tavolo di confronto per individuare insieme le misure necessarie alla ripartenza.

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Fondo Assistenza Sanitaria Istituti Vigilanza: prestazioni Covid

Il Fasiv – Fondo Assistenza Sanitaria Istituti di Vigilanza Privata ha deliberato, in via straordinaria fino al 30/06/2020, il mantenimento della copertura assicurativa dei lavoratori iscritti, dipendenti di aziende che abbiano avuto accesso agli ammortizzatori sociali (con documentazione comprovante). Per i lavoratori iscritti al Fasiv risultati positivi al tampone nel periodo che intercorre dal 1 Gennaio 2020 al prossimo 30 Giugno e provvisti di certificazione medica, vengono riconosciute due interessanti prestazioni.

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Vigilanza Privata: CCNL, Covid e assistenti civici secondo UILTUCS-UIL

Con il Covid, che fine ha fatto la trattativa per il rinnovo del CCNL della vigilanza privata e dei servizi fiduciari scaduto nal 2015? E come cambierà la contrattazione nazionale con le nuove flessibilità imposte dall’emergenza? Quali prospettive ci sono per i lavoratori del comparto in un contesto in continua evoluzione, minacciato peraltro da un abusivismo sempre più strisciante e per certi versi fiancheggiato dall’utilizzo – quanto meno discutibile – di un volontariato per funzioni di social distancing?
Abbiamo fatto il punto con Stefano Franzoni, Segretario Nazionale di Uiltucs-UIL, fresco di sigla dell’ultimo protocollo per la sicurezza sul lavoro del settore.

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Vigilanza privata: Accordo Quadro per lavorare in sicurezza

Gli operatori del comparto sicurezza e vigilanza privata (lavoratori “essenziali” secondo il Governo e pertanto abilitati a fonire servizi anche durante il lockdown, con particolare focus sul controllo accessi in imprese private e pubbliche finalizzati al rispetto alle disposizioni sanitarie), meritano protocolli sanitari e di sicurezza sul lavoro specifici e particolareggiati. La principali associazioni di categoria del comparto (Assiv, Anivp, UNIV, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative e Agci) hanno siglato con Filcams-CIGL, Fisascat-CISL  e Uiltucs-UIL un accordo quadro per il comparto, alla luce del Protocollo generale sottoscritto dalle Parti Sociali con il Governo il 24 aprile scorso.

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Guardie giurate, addetti alla security o improvvisati? Interrogazione alla Camera su chi deve gestire i flussi

L’On. Mauro Rotelli (FDI) ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Camera, indirizzata al Ministro dell’Interno, per denunciare il diffuso utilizzo, da parte di committenze della grande distribuzione ma non solo, di soggetti non professionali al fine di gestire i flussi per garantire il distanziamento sociale anti Covid-19. Al posto di guardie giurate, operatori fiduciari o addetti ai servizi di controllo, infatti, la cronaca parla dell’utilizzo di soggetti e imprese non qualificati, con serie conseguenze per la sicurezza dei lavoratori e della stessa collettività che si vorrebbe tutelare. Il tema è ancora più caldo in previsione dell’impiego di 60.000 “assistenti civici”, reclutati tra le fila del volontariato, che il Governo vorrebbe schierare per svolgere tali servizi nelle aree pubbliche.
Poichè – si legge nell’interrogazione – il settore della sicurezza privata, seppur normato, lascia spazio a diverse interpretazioni sulla corretta figura professionale da adottare per svolgere queste mansioni, sarebbe necessario che il Ministero desse indicazioni più specifiche in merito. Non solo per evitare i fenomeni di abusivismo già citati, ma anche – aggiungiamo noi – per non mandare allo sbaraglio mandrie di improvvisati …a loro rischio e pericolo.

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