In un'Italia meno sicura, la vigilanza privata è a rischio default

ROMA - Cresce l'insicurezza nel paese, reale e percepita. Per il Censis gli ...

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ANGGI: le guardie giurate sono agenti di polizia giudiziaria

Le guardie giurate aderenti ad ANGGI, Associazione Nazionale Guardie Giurate Italiane, non soddisfatte ...

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L'orario di lavoro nella Vigilanza Privata lo decide il CCNL

Torniamo sull'orario di lavoro. Ricordate che per i servizi della vigilanza privata è ammessa ...

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ASSIV: vigilanza privata e trasporto valori devono poter accedere alle aree ZTL

Immaginate un furgone portavalori zeppo di soldi costretto a fare una deviazione - ...

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Cauzione Vigilanza Privata: nuove regole e no ai Confidi nell'elenco generale

ROMA - Due novità in tema di cauzione: un aspetto diffusamente contestato, a ...

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pallone-bucatoPrima vittoria del governo sui costi della sicurezza negli eventi calcistici: il decreto stadi, che si avvia ora al Senato, prevede un contributo “non inferiore all’1% e non superiore al 3% degli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti”, per coprire una parte degli straordinari e delle indennità delle forze dell’ordine. Meno di quanto voleva il Premier (i soldi veri i club li incassano con i diritti televisivi, sui quali comunque Renzi conta di mettere in parte le mani), ma certo più di quanto non gradisca Federcalcio. Resta però un interrogativo di fondo, sul quale non tutti forse si soffermano adeguatamente: la polizia è davvero l’unica risorsa da mettere in campo per proteggere l’esterno degli stadi? All’ultimo congresso sulla sicurezza integrata pubblico-privato, il sen. Maurizio Gasparri (FI) ha ricordato che “gli steward, impiegati all’interno degli stadi nelle manifestazioni sportive, non possono ovviamente fronteggiare incidenti o dirimere scontri”, quindi non sono certo impiegabili all’esterno delle strutture. Non sarebbe però impensabile – ha proseguito Gasparri – studiare un’ipotesi di intervento integrato, ciascuno per le proprie specificità e  prerogative, che coinvolga anche il settore della vigilanza privata all’esterno degli stadi. Continua a leggere

filippo-bubbicoBodyguard, guardia del corpo, scorta privata. Si chiama così chi si occupa di proteggere VIP, personaggi dello spettacolo, industriali. Si chiama così ma non si può dire ad alta voce perché il nostro ordinamento non consente ai privati di tutelare la persona fisica, prerogativa che resta appannaggio delle forze dell’ordine. Ma poiché lo Stato non ha le risorse per proteggere tutti, le guardie del corpo private lavorano lo stesso, purché le si chiami col nome di autisti, assistenti o portaborse. Di conseguenza, chi fa il bodyguard lavora ad alto rischio ma senza tutele. E senza tutele sono anche i suoi clienti, dal momento che, sulla carta, comprano semplici servizi di assistenza alla guida. Il tutto mentre le forze dell’ordine, pagate dai contribuenti, sono troppo spesso impegnate a scortare personaggi non sempre esposti a rischi rilevanti. Ma in tempi di spending review, lo Stato sta valutando di aprire ai privati almeno alcune delle prerogative della polizia. “La strada maestra è quella dell’integrazione funzionale, purché ciascuno abbia chiari i propri compiti” – ha dichiarato il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, intervenuto al convegno organizzato il 25 settembre scorso da Consap, Confederazione sindacale autonoma di polizia, e Federpol, Federazione degli istituti di investigazione privata, sul tema dell’integrazione e della collaborazione tra pubblico e privato nel comparto sicurezza. Continua a leggere

In tempi di spending review, il governo apre nuove possibilità operative alle aziende che offrono sicurezza privata.
“La strada maestra è quella dell’integrazione funzionale, purché ciascuno abbia chiari i propri compiti”. Lo ha dichiarato il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, intervenuto al convegno organizzato il 25 Settembre scorso da Consap, Confederazione sindacale autonoma di polizia, assieme a Federpol, Federazione degli istituti di investigazione privata, sul tema dell’integrazione e della collaborazione tra pubblico e privato nel comparto sicurezza. Continua a leggere

bannerMODENA – In tempi di revisione di spesa ma al contempo di altissima sensibilità al tema sicurezza, che sinergie possono mettere in campo lo stato e i privati? Quali innovazioni tecnologiche possono essere messe al servizio della security? Come reagisce l’industria del settore ad un quadro normativo in evoluzione? E soprattutto: come trasformare la sicurezza da costo a investimento? Per fare il punto sullo stato dell’arte in materia di security management e delineare squarci sull’immediato futuro, Gruppo Sirio ha dato vita per il 3 Ottobre 2014 a Modena ad un evento che, per i temi proposti e l’autorevolezza dei relatori, rappresenta una preziosa opportunità di formazione e aggiornamento professionale per security manager e operatori del settore. Il primo Sirio Security Forum, che permette anche di acquisire dei crediti formativi, si articolerà in una sessione tecnica e una sessione istituzionale separate da buffet lunch. Continua a leggere

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