In un'Italia meno sicura, la vigilanza privata è a rischio default

ROMA - Cresce l'insicurezza nel paese, reale e percepita. Per il Censis gli ...

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ANGGI: le guardie giurate sono agenti di polizia giudiziaria

Le guardie giurate aderenti ad ANGGI, Associazione Nazionale Guardie Giurate Italiane, non soddisfatte ...

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L'orario di lavoro nella Vigilanza Privata lo decide il CCNL

Torniamo sull'orario di lavoro. Ricordate che per i servizi della vigilanza privata è ammessa ...

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ASSIV: vigilanza privata e trasporto valori devono poter accedere alle aree ZTL

Immaginate un furgone portavalori zeppo di soldi costretto a fare una deviazione - ...

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Cauzione Vigilanza Privata: nuove regole e no ai Confidi nell'elenco generale

ROMA - Due novità in tema di cauzione: un aspetto diffusamente contestato, a ...

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NAPOLI – Fino 20 Settembre 2013 sono aperte le iscrizioni al Corso di Perfezionamento Universitario in Scienze delle Investigazioni Private e della Sicurezza presso la Seconda Università di Napoli (Giurisprudenza a S.M.C.Vetere), in convenzione con Federpol. Il corso è obbligatorio per i Titolari Investigatori Privati con la licenza da meno di cinque anni e per gli Investigatori Privati Dipendenti (coloro che vogliono dotare di “mini licenza” il dipendente). E inoltre consigliato ai Titolari Investigatori Privati che vogliano ampliare le proprie tipologie di attività d’indagine, con particolare riferimento alla macro area a.V del DM 269/2010 art 5, che con ll’attuale licenza risulta limitata a solo alcune tipologie di investigazione.
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La politica sembra vivere un rinnovato interesse per le guardie giurate e la security privata nella sua interezza. Il leghista Giacomo Stucchi ha infatti depositato una proposta di legge che trasformerà le guardie giurate, ma anche gli investigatori privati e gli operatori di sicurezza disarmata, in agenti di polizia giudiziaria ausiliaria (armati).
Più morbida Sel, che si limita ad auspicare una maggior coinvolgimento delle forze di sicurezza privata nelle politiche di sicurezza urbana.
E comunque, al momento di agire, tutti sono d’accordo che lo stop all’innalzamento dell’età pensionabile per i lavoratori del comparto sicurezza e difesa non si debba estendere anche agli operatori della sicurezza privata. Grazie. Continua a leggere

Per essere assunti si è sempre troppo giovani o troppo vecchi; troppo inesperti o troppo laureati. E se è vero che il Governo Letta incentiva le assunzioni degli under 30 e la Fornero ha previsto una decontribuzione per gli over 50, trovare lavoro resta un terno al lotto, visto che a giugno l’ISTAT ha rilevato un tasso di disoccupazione del 12,1%, con i giovani col triste primato del 39,1%. La sicurezza, almeno stando agli studi professorali, sembra però un settore meno falcidiato: non solo spuntano come funghi corsi di formazione a tutti i livelli, ma il mestiere di guardia giurata è ritenuto tra le professioni top del futuro. Anche per i laureati (ammazza!). Ipotetiche prospettive anche per i lavori di sicurezza disarmata e servizi fiduciari, le cui imprese hanno mostrato nel 2012 un trend più favorevole rispetto alla vigilanza privata tradizionale. E per questi lavoratori c’è anche un CCNL che incentiva il reinserimento degli over 50. Continua a leggere

simone-pavarinLe imprese operanti nel settore Vigilanza Privata soffrono la crisi come tutte le altre aziende italiane, ma con delle specificità particolari che in parte limitano, o in taluni casi annullano, gli effetti della contrazione dei consumi. Innanzitutto le imprese del settore vendono un prodotto, la “sicurezza”, la cui domanda aumenta all’inasprirsi della recessione. La disoccupazione diffusa, nuove aree di povertà, l’aumento dei crimini comuni, generano quel “senso di disagio” che solo professionisti specializzati possono arginare. Continua a leggere

ROMA – ANISI, Associazione Nazionale Imprese Servizi Integrati, scrive al Consip per avere più chiarezza sulle procedure di affidamento di servizi ausiliari, fiduciari e integrati alle imprese pubbliche e private mediante Bandi del Mercato Elettronico della PA. Possibilmente chiede un bando specifico per questi servizi, che spesso scivolano per analogia all’interno di definizioni troppo generiche, col rischio – come è accaduto a molte associate ANISI – di non essere nemmeno presi in considerazione dalle stazioni appaltanti.
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