Vigilanza Privata: non si trova personale (in tutta UE)

Manca l’energia, mancano le materie prime e mancano pure gli uomini e le competenze. Un problema che sta diventando endemico in un settore, come la sicurezza privata, che ha forte richiesta di manodopera e da anni fatica a reperirla. E se in Italia la risposta si può facilmente trovare nei salari agghiaccianti della vigilanza privata e soprattutto del portierato, il problema risulta però essere più ampio: pare che infatti oggi in nessun paese europeo si trovi personale di sicurezza.

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Security in eventi e discoteche: benvenuti nel regno dell’abusivismo

Chi fa security per eventi e discoteche è stato il primo a fermarsi con il Covid e anche l’ultimo a ripartire. Non venendo impiegati in altre attività di controllo, gli operatori hanno dovuto cercare altre fonti di reddito e oggi, in piena ripartenza, non si trova personale autorizzato. Chi fa allora la security? Gli abusivi di pseudo-associazioni di volontariato, che offrono servizi a prezzi stracciati pagati a “rimborso spese” (che significa: no contributi, non tasse, ma anche zero formazione e zero controlli). Alla faccia delle Agenzie autorizzate ex art 134 TULPS, che sarebbero le uniche titolate ad operare questi servizi.

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Intelligenza artificiale e tutela del dato: la vigilanza privata vista dall’UE

Mentre la vigilanza privata italiana si dibatte tra problematiche vecchie e nuove (mancato rinnovo del CCNL, concorrenza sleale, dumping interno ed esterno,  tutela della persona, guardie giurate all’estero, salario minimo etc), i colleghi europei della sicurezza privata sembrano – oltre che giganti rispetto alle nostre imprese – avanti anni luce. Non per qualità dei servizi, ma per qualità del dibattito: intelligenza artificiale, privacy, droni, sicurezza cyber, sicurezza “phygital” e molto altro sono infatti al centro del lavoro del CoESS, che rappresenta gli interessi del settore sul piano europeo. E siamo indietro, sia beninteso, perchè per troppi anni abbiamo avuto licenze provinciali, talvolta pure comunali, che hanno condannato il settore ad un nanismo geografico che nemmeno la riforma voluta dall’Europa ha ancora sanato. Ne abbiamo parlato con Antonello Villa, Presidente del Comitato Monitoraggio e Telesorveglianza in CoESS.

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Corsi per guardie giurate in servizio di antipirateria marittima: la circolare

Il 1 gennaio 2023 termina la proroga che, a tutt’oggi, concede alle guardie giurate che abbiano partecipato a missioni internazionali quali membri delle Forze Armate, per almeno 6 mesi, di operare servizi antipirateria (qui il riassunto delle puntate precedenti). In sostanza chi vorrà fare questo lavoro, dal 2023 dovrà seguire dei corsi e superare degli esami (che sinora non erano stati organizzati causa Covid e altri rallentamenti). La circolare del Ministero dell’Interno 23 giugno 2022 fornisce indicazioni più specifiche su tali corsi, armonizzando i due interventi che si sono susseguiti nel tempo (disciplinare del 2015 e provvedimento 3 marzo 2022) e semplificando le procedure, anche in un’ottica di riduzione dei costi.

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