I fatti di Modena riportano al centro un tema sempre più delicato: quale ruolo può giocare la sicurezza privata nell’intercettare i primi segnali di rischio legati a personalità radicalizzate, instabili o deviate? Fino a che punto ci si può spingere nelle attività di OSINT e SOCINT? Cosa può chiedere un security manager a un investigatore privato? E quali competenze e tecnologie devono entrambi saper governare, tra intelligenza artificiale, cyber security e analisi dei dati?
Se infatti non si può chiedere a un security manager di diventare analista geopolitico o data scientist, è però lecito attendersi che sappia leggere gli scenari e tradurli in impatti concreti per organizzazioni e clienti, così come interpretare criticamente dati e informazioni senza delegare decisioni e valutazioni all’intelligenza artificiale.
L’adozione di nuovi strumenti e nuove sinergie professionali impone tra l’altro un presidio etico e normativo sempre più solido. La vera sfida è dunque trovare un equilibrio tra esigenze operative, tutela dei diritti e responsabilità organizzative,evitando che attività di intelligence e raccolta informativa sconfinino nel dossieraggio o in pratiche non conformi alla normativa privacy e GDPR.
Di questo e altro si parlerà il prossimo 17 giugno a Bologna nel convegno organizzato da AISeM, ANSSAT e ONISSF e dedicato al rapporto, sempre più complesso e articolato, tra security management, investigazione privata e innovazione tecnologica.
L’appuntamento, ospitato nella sede di Confcommercio Ascom Bologna, è aperto a security manager, investigatori privati, esperti di intelligence, accademici e professionisti della sicurezza
Save the date: 17 giugno ore 9.30-16.00, Bologna
Partecipazione libera previa registrazione a: aisem@confedersicurezza.it – 06.5866266
| Giornata valida per l’aggiornamento permanente del Security Manager (UNI 10459:2017) e per l’ aggiornamento degli investigatori privati ex DM 269/2010 |















