CCNL, Coasco e altre chiacchiere sulla sicurezza privata

22 Apr 2026

di Redazione

Riprendiamo la prima puntata di “Tra le righe”, rubrica di ConFederSicurezza e Servizi dedicata alla sicurezza privata. Firma un certo Parsifal, cavaliere arturiano noto per la sua ingenuità, libera da pregiudizi e calcoli, che gli permette di vedere oltre le righe e diventare il custode del Santo Graal. Ossia la Verità. Che arriva però sempre “tra le righe”: mettetevi quindi comodi perché oggi si parla di rinnovo del CCNL e di Coasco.


Primavera contrattuale

Contratto di lavoro povero, contratto equivalente, contratto adeguato e via dicendo.

Titolarità alla stipulazione, capacità adeguata di rappresentanza, dimostrata rappresentatività, idoneità all’applicazione, eccetera, eccetera eccetera…

In un paese vocato all’individualismo e molto attento alla forma senza la giusta considerazione per la sostanza – il nominale batte da sempre il reale, sul palcoscenico del teatro delle “parti sociali” si susseguono le rappresentazioni pensando ai record temporali di Broadway.

Il Governo chiama a raccolta quelle che ritiene essere le articolazioni di rappresentanza atte a dare un contributo di idee per un approccio finalmente organico alla complessa materia, e le Case Nobili della rappresentanza datoriale ritengono di non rispondere (non potendo, non volendo sedere ad una tavola Rotonda che prevede le presenze di Cavalieri non provenienti da Camelot).

Tra torto e ragione, la macchina della consultazione che porta alla concertazione genera soltanto confusione aggiuntiva, nel quadro di un Primo Maggio che potrebbe vedere la produzione di un testo legislativo che, stando ai “si dice” odierni, potrebbe, tra le righe, contenere un “attacco al cuore” dello stato sindacale, intervenendo trasversalmente sul vetusto (?!) sistema delle ormai leggendarie “quote di assistenza contrattuale” …con ripercussione su una non proprio rispondente funzionalità del sistema ormai storico di Bilateralità…

Aggiungiamo il teorema della equivalenza contrattuale e vediamo se in tavola arriva qualcosa preparato da Cannavacciuolo o dalla Findus!

La Magistratura, quale? Quella composta da silenti ed operosi Giudici, o quella vocata alla rappresentazione continua di sé che, per la insipienza con la quale si attivano le pratiche referendarie, ha de facto implementato la tendenza alla surroga che quella parte delle Toghe ha sempre avuto a sostituirsi al potere legislativo?

Nel contesto, e nel contempo, l’ormai mitico Ccnl, che tra i suoi valori annovera quello di concorrere alla sussistenza della premiata ditta Cnel, langue sia nella sua essenza che nella sua consistenza e congruità. Ormai persa la regolare cadenza temporale, potrà sperare in procedure e tempi fisiologici di durata e di adeguamento solo per la possibile coazione indotta dalla difesa del sacro Coasco, contenuto fin qui nel sacro Graal del Ccnl che, dissacrando la storia, avverrebbe nel fatidico giorno del 1 Maggio…

Poco allettante come prospettiva, forse motivante per la difesa dei …diritti acquisti di autonomia gestionale delle risorse di derivazione contrattuale…che peraltro sarebbe poco elegante se venissero usate come strumento di pressione, se non di coazione!

Chissà se mai qualcuno vorrà porre attenzione libera da ipoteche di appartenenza, sfogliando la “Carta costituzionale più bella del mondo”, a quanto la stessa dice, sommessamente, agli artt. 35- 40, dopo l’incipit dell’art 1 e del dettato dell’art. 4…

È vero che “spes est ultima dea”, ma incombe il più prosaico detto “chi vive sperando, disperato muore”…

Parsifal da Altair

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