Torna al centro del dibattito la questione dei buoni pasto per le Guardie Giurate. Un aspetto ad oggi delegato ai soli contratti integrativi provinciali – spesso non aggiornati e comunque non uniformi. Risultato: disparità di trattamento tra gli stessi lavoratori della vigilanza privata su base territoriale: in alcune province il beneficio è riconosciuto, in altre no.
L’attuale situazione, denunciata in particolare da Federsicurezza e Vigilanza Conf-Selp, inciderebbe anche sulla già scarsissima attrattività del settore. Il prossimo rinnovo del CCNL della Vigilanza Privata e dei Servizi di Sicurezza, secondo il sindacato, deve inserire i buoni pasto nel contratto nazionale e garantire un trattamento uniforme a livello nazionale.
“Basta lavoratori di serie A e B”, ha dichiarato il segretario generale Niccolò Francesconi, chiedendo tutele più eque per un comparto operativo 24 ore su 24 e che offre servizi di rilevanza sociale.















