Semaforo verde della Conferenza Stato-Regioni al decreto del Ministero della Salute sulla sicurezza dei medicinali stupefacenti nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Il provvedimento impone, tra l’altro, il collegamento alla vigilanza privata nella catena di protezione dei farmaci ad alto rischio.
Il decreto stabilisce infatti che i medicinali stupefacenti debbano essere custoditi in cassaforti inamovibili certificate EN 1143-1, armadi blindati o stanze protette, collocate in aree non accessibili al pubblico. A queste misure fisiche si affiancano severe misure tecnologice: videosorveglianza con registrazione continua, controllo elettronico degli accessi, tracciamento delle credenziali e gestione rigorosa di chiavi, badge e codici personali.
Di interesse per il settore, l’Art. 6, comma 3: «le farmacie ospedaliere e territoriali delle aziende sanitarie sono tenute altresì a dotare le aree dedicate che contengono la cassaforte inamovibile o l’armadio blindato di sistemi di allarme collegati a una centrale di vigilanza».
Il legislatore riconosce in sostanza la necessità di un presidio esterno, continuativo e professionale, capace di garantire interventi tempestivi in caso di effrazione, manomissione o accesso non autorizzato. Particolare attenzione è dedicata anche al trasporto dei medicinali, che dovrà avvenire in contenitori sigillati con dispositivi antimanomissione, registrando ogni passaggio di consegna. Anche in questo caso, la vigilanza privata potrebbe essere chiamata a presidiare aree sensibili o supportare la gestione delle emergenze.














