Il Decreto Ristori non contempla i codici ateco della sicurezza privata

Il Decreto Ristori, allo stato, non prevede tra i beneficiari i lavoratori e le imprese dei settori individuati ai codici ateco 80.10.00 (servizi di vigilanza privata) e 80.30.00 (servizi di investigazioni privata). Una lacuna che, fatta forse salva la vigilanza privata in senso stretto (che ha sempre lavorato e nella gestione del social distancing trova diverse opportunità di impiego), danneggia non solo il mondo dell’investigazione (peraltro già dimenticato nella fase più acuta del primo lockdown e poi rientrato in corner), ma soprattutto chi opera nel settore dei servizi di controllo nei locali di pubblico intrattenimento. Un settore di fatto fermo da febbraio per la chiusura delle attività legate agli eventi, alle pubbliche manifestazioni, alle fiere, all’entertainment, allo sport, alle discoteche, alla movida e a tutto ciò che è legato al pubblico intrattenimento.

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Non chiusure, ma aperture h24 per gli investigatori privati: l’appello di Unimpresapol

Ricordate che gli investigatori privati, per una colpevole “svista” di compilazione, erano rimaste fuori dalle attività espletabili durante il primo lockdown, nonostante operino in autonomia e senza contatto? La stessa cosa era accaduta, in un primo momento, anche agli operatori della sicurezza fiduciaria, sempre per qualche Ateco perso per strada. Ma stavolta qualcuno ha giocato d’anticipo. «Lasciare aperte 24 ore su 24 tutte le attività di investigazione privata, nonché le attività di vigilanza privata e ausiliarie alla vigilanza e di tutti i security manager impegnati nel garantire la sicurezza delle aziende, evitando di ripetere il vulnus causato dalla precedente chiusura nel lockdown delle attività contraddistinte dal codice Ateco 80.30»: questo l’appello del Presidente nazionale di UnimpresaPol, Paolo Lecce.

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Guardia giurata autonoma: come comportarsi con chi ha già il titolo?

Il ministero dell’Interno ha pubblicato una circolare che analizza il DL 14 08 2020 n. 104 (convertito in Legge 13 10 2020 n. 126), che si occupa di vigilanza privata in due punti: in uno si cancella di fatto la possibilità di lavorare come guardia giurata autonoma; nell’altro si proroga al 30 giugno 2021 la possibilità per le guardie giurate, a certe condizioni, di svolgere servizi antipirateria pur senza aver superato i corsi richiesti dalla norma. Di questi due temi abbiamo già parlato diffusamente: rimandiamo dunque ai precedenti articoli per il loro contenuto, limitandoci qui a segnalare due aspetti.

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DPCM 24 Ottobre: no chiusure dei locali; sì controlli della vigilanza privata

Ci risiamo. Ed è comune il sentore che si tratti solo della prima di una serie di puntate: un film già visto, insomma. Le novità del DPCM 24 Ottobre 2020, in vigore dal 26/10 al 24/11, le sappiamo già: coprifuoco alle 18; chiusi palestre, piscine, cinema e teatri; possibilmente limitare gli spostamenti a motivi di lavoro, studio, salute e necessità. Critico Luigi Gabriele, presidente di UNIV (Unione Nazionale Imprese di Vigilanza Privata) e Federsicurezza, Federazione del Settore della Vigilanza e Sicurezza Privata aderente a Confcommercio: “il Governo, anziché chiudere nuovamente attività che hanno già ampiamente sofferto e investito per adeguarsi alle norme di sicurezza, si sarebbe dovuto concentrare sul rispetto delle regole fuori dai locali, perché è lì che avvengono i contagi, non in ambienti sanificati, protetti e ad ingressi contingentati. Le imprese del comparto sicurezza privata hanno svolto e possono svolgere un importante ruolo nel sostegno alle attività commerciali e ricreative per far rispettare il social distancing, il corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza e le norme igienico-sanitarie”.

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Più soldi e più beneficiari per il contributo di solidarietà per i lavoratori della vigilanza privata

trasporto-euroCon il perdurare dell’emergenza sanitaria e del ricorso agli ammortizzatori sociali, il contributo di solidarietà dell’Ente Bilaterale Nazionale della vigilanza privata allarga il bacino dei possibili beneficiari. Il contributo di solidarietà è rideterminato in 260 € lordi (riproporzionato per il part time in base all’orario contrattuale individuale) per ogni mese compreso tra febbraio e dicembre 2020 e per un massimo di sei richieste. Per il periodo febbraio – agosto 2020 Ebinvip liquiderà l’importo integrativo sulla base di quanto già corrisposto a fronte delle domande pervenute ed approvate, senza necessità di ulteriori richieste da parte dei lavoratori. Per il periodo settembre – dicembre 2020, i lavoratori inoltreranno nuova richiesta, secondo la procedura già in atto.

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