Shopping con paura: serve più vigilanza privata (e un’offerta nuova)

12 Ago 2026

di Ilaria Garaffoni

Quattro italiani su dieci fanno shopping con un senso di paura addosso. Lo certifica la ricerca “Sicurezza 2026” di IZI: nei centri commerciali e negli outlet il 41,5% degli intervistati si sente poco o per nulla sicuro. Nei negozi di quartiere va appena meglio: 39,4%. Nei supermercati 38,2%. Non è un’ondata di reati a spiegare il fenomeno, ma una percezione che si traduce in una maggiore richiesta di polizze assicurative, allarmi, telecamere e vigilanza privata.

Sono gli stessi risultati dell’ultimo rapporto UNIV – Censis. Ma qui c’è un dato sorprendente  e riguarda il negozietto sotto casa. Dovrebbe rassicurare, invece spaventa quanto l’ipermercato. La desertificazione commerciale ha del resto spento interi quartieri: meno negozi significa meno luce, meno passaggio e più paura. 
Nei templi dello shopping, al contrario, è l’effetto opposto a generare insicurezza: l’ammassamento di persone anonime, il timore di borseggi, la sensazione di essere in mezzo alla folla ma soli. Due fenomeni opposti, stesso risultato: paura.

Con una differenza. I centri commerciali possono permettersi guardie giurate, addetti alla sicurezza, controllo accessi, videosorveglianza evoluta. E rassicurano i clienti.
I piccoli negozi invece non ce la fanno. Per loro la sicurezza è un costo che incide direttamente su margini già ridotti all’osso. E l’imposta statale indiretta sui premi di assicurazione per incendio e furto arriva anche al 22%.

Nonostante tutto la domanda di protezione cresce. Il 61,6% di imprese, commercianti e professionisti ha già sottoscritto una copertura o prevede di farlo a breve. Le famiglie arrivano al 45,6%. La vigilanza privata entra nei pacchetti assicurativi, nelle convenzioni di categoria, nei canoni mensili che integrano allarme, telecamere e intervento. Secondo l’ultimo Rapporto Censis-Verisure sulla sicurezza della casa, il 59,7% della popolazione sarebbe interessato a dotarsi di un sistema di allarme, ma crede costi troppo – con percentuali che arrivano al 70,9% tra i meno abbienti.

Quindi: se non vogliamo che la sicurezza sia un lusso, il mercato deve fare la sua parte con offerte sostenibili. La domanda c’è e cresce: chi sa intercettarla con soluzioni accessibili fa il business.

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