Stallo rinnovo CCNL Vigilanza Privata: la replica di Confedersicurezza

La lettera di alcune guardie giurate di Trieste giunta alla nostra Redazione è stata inviata anche alle Associazioni della vigilanza privata. Riceviamo e pubblichiamo la replica giunta da ConFederSicurezza e Servizi, nelle parole del suo Presidente Luigi Gabriele. Dalle quali emerge, oltre ad una profonda amarezza per l’esito delle trattative e il lavoro gettato al vento (forse anche per eccesso di temi che si sono voluti affrontare), la volontà di riprendere a negoziare il prima possibile, magari riducendo il perimetro di analisi e dando priorità alle emergenze sociali.“Riscontro la nota ricevuta di recente dalle G.p.G. di Trieste, il merito della quale, anche per il garbo con il quale è espressa, merita assoluta attenzione e considerazione.
È da non poco tempo che mi domandavo, e tuttora mi chiedo, se per caso non sia intervenuto un corto circuito che ha bruciato irrimediabilmente tutti i fusibili della scatola nera delle ‘relazioni industriali’…Una conferma mi sembra di trovarla nella comprensibile ‘accusa’ di mancata conoscenza del welfare e delle positività connesse con l’introduzione di tali concetti nella semantica relazionale del nostro ‘tavolo’, poggiato su forse troppe – e sghembe – gambe, inutile negarlo…

Di welfare, da parte di chi scrive, e anche di altri, se ne è parlato a più riprese, ma, forse, il troppo tempo trascorso in bizantinismi regolamentari ci impedito di cogliere il giusto e propositivo uso del termine, relegandolo in secondo piano rispetto ad altre più pressanti necessità, diminuendone così le potestà integrative e di surroga di più tradizionali forme di intervento compensativo di situazioni di disagio. È vero, tanto, troppo tempo è passato e sta passando, troppi problemi si sono affastellati anche in conseguenza della complessità delle interrelazioni necessarie per ricomporre un quadro sfortunatamente scomposto, frammentato, già diviso, di rappresentanza, e questo mi si consenta, di responsabilità pregressa ed attuale di aver dato vita ad una convivenza da separati in casa di diversi, pur se in parte coincidenti, strumenti contrattuali!

I nodi, i tanti ed intricati nodi, sono venuti al pettine e, peccando di presunzione, si è pensato, tutti, per la verità, di poterli risolvere con un’unica complessa operazione di reimpostazione delle regole contrattuali di un comparto geneticamente e, forse, non eugeneticamente, in continua evoluzione.

Forse andava perseguita una sistemazione del pregresso per successivi e complementari step, ma è stato due volte rifiutato a chi lo proponeva, di portare a conclusione quella parte di progettualità, assumendo l’impossibilità di cantar messa con pochi denari.
Forse si è rincorso un progetto troppo ambizioso, la rifondazione di un Ccnl che magari nel contesto attuale non poteva proprio essere rifondato, viste le laceranti e per certi versi forse razionalmente incolmabili differenze tra una sponda e l’altra del Ccnl stesso…
Forse gli Imprenditori non hanno percorso proprio la via di Damasco…
Forse i rappresentanti degli stessi al tavolo non hanno governato, con sufficiente disincanto, la a volte irrazionale volontà di risolvere tutto contemporaneamente.
Forse parte sindacale, absit iniuria verbis, non ha potuto usare la pur abituale lucidità per valutare freddamente come in alcuni casi è vero e non strumentale che ‘ad impossibilia nemo tenetur.
Forse il troppo tempo dedicato a codificare in maniera ottimale schemi procedurali pesanti ha fatto perdere di vista aspetti più sostanziale e di maggior impatto e presa sociale del Ccnl stesso…
Forse la troppo fortemente voluta inclusione in un unico processo regolamentare di diversità necessitanti di un ulteriore periodo di ‘affiancamento semplificativo’ ha distolto l’attenzione dei tecnici…
Forse questi sette punti sono diventati i sette vizi capitali.

Non lo so, a questo punto davvero non lo so più, me ne vorrete scusare, faccio appello alla pacatezza con la quale avete esposto le vostre non certo infondate, nel loro complesso, ragioni.
Certo è che tutto si può dire tranne che chi si è impegnato, tutti, indistintamente tutti, non abbiano lavorato, profondendo le migliori energie, davvero, mantenendo sempre e comunque il reciproco rispetto. Certo è che, con pazienza e convinta volontà, occorre riprendere il filo del discorso, il prima possibile, foss’anche con una diversa e più stringente capacità di circoscrivere meglio il perimetro dando la giusta priorità alle più evidenti emergenze sociali.

Spero vogliate gradire il mio più cordiale saluto.

Luigi Gabriele, Presidente ConFederSicurezza e Servizi”.