Trasporto di valori diversi dal denaro ad opera di soggetti non autorizzati ex art 134, durata delle autorizzazioni per servizi di vigilanza privata transfrontalieri, nomina gpg e porti d’armi in capo a quale autorità? Il Ministero dell’Interno ha chiesto il parere del Consiglio di Stato in merito a tre quesiti, che rispondono a problematiche di mercato (dal corriere espresso che trasporta oro. alla limitazione a sei mesi dell’autorizzazione per i servizi transfrontalieri) ma che potrebbero generare quelache disagio sul lato pratico. Di seguito i quesiti.

1) Il trasporto di valori per beni diversi dal denaro può essere effettuato anche da soggetti diversi dagli istituti di vigilanza privata autorizzati ex art. 134 TULPS, quando non venga svolto con le modalità di custodia e vigilanza disciplinate dal TULPS e dalle connesse norme regolamentari?

Il Consiglio di Stato ha ricordato che, poiché la norma accomuna trasporto, custodia e scorta di denaro e altri beni o titoli di valore in funzione del rischio correlato a quel tipo di trasporto, occorre affidare queste attività ad operatori con specifiche competenze professionali, senza precedenti penali e con qualifiche e responsabilità ad hoc. Poiché dunque le esigenze di pubblica sicurezza sussistono in tutti i casi di trasporto di valori, questa attività può essere svolta solo da istituti di vigilanza autorizzati ex art. 134 TULPS.

2) Quanto durano le autorizzazioni per i servizi di vigilanza privata transfrontalieri (che si svolgono in parte nel territorio italiano ed in parte in quello di altro Stato membro)?

Contrariamente alla posizione dell’Amministrazione (per la quale l’efficacia potrebbe essere circoscritta al periodo entro il quale i servizi devono svolgersi o, comunque, ad un arco temporale non superiore a sei mesi), il Consiglio di Stato ricorda che anche ai servizi transfrontalieri dev’essere esteso il regime ordinario previsto dall’art. 13 del TULPS, quindi la durata dell’autorizzazione dev’essere ritenuta triennale, salvo deroghe espresse.

3) Qual è l’autorità competente all’approvazione della nomina a guardia giurata e al rilascio del porto d’armi?

Se fino ad oggi tale figura era individuata nel Prefetto competente per la provincia in cui l’istituto trovava la propria sede centrale, il Consiglio di Stato pare oggi condividere con il Ministero una diversa interpretazione: la figura competente dev’essere il Prefetto nella cui provincia la persona fisica risieda (o abbia il domicilio fiscale, se straniera).
Questa scelta, motivata anche dalla possibilità che le guardie giurate operino in più province e dalla necessità di monitorarne i comportamenti anche al di fuori del lavoro, potrebbe però portare qualche difficoltà burocratica o lungaggine operativa, soprattutto visto che – per le operazioni di raccolta informazioni da parte dei vari Prefetti coinvolti – sembra fare affidamento su una banca dati degli operatori …che ancora non è disponibile.

 

Parere Consiglio di Stato 2/01/2018
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