Trasporto valori: ci mancava un tatuaggio a celebrare gli assalti

22 Apr 2026

di Ilaria Garaffoni

E’ successo al Lecce Tattoo Fest, manifestazione patrocinata da Regione Puglia e Comune di Lecce dove si è pensato di premiare un tatuaggio che raffigura l’assalto al portavalori dello scorso 9 febbraio. Un’istantanea su pelle del blindato sulla statale 613, con tanto di banditi in azione. Non sorprende purtroppo che venga celebrata quella “cultura mafiosa” (cit. prefetto di Lecce) che tanto fatichiamo a scrollarci di dosso, né sorprende la noncuranza per la vita – di cittadini, forze dell’ordine e lavoratori della vigilanza privata. Sorprende però che gli organizzatori – e le istituzioni patrocinanti – mostrino la stessa leggerezza, normalizzando e presentando atti criminali come forme d’arte da premiare. Si unisce alla nostra indignazione Radio Vigilanza e Guardie Giurate d’Italia.



Caro Direttore
l’associazione Radio Vigilanza e Guardie Giurate d’Italia esprime il più profondo sdegno e una ferma condanna in merito a quanto emerso durante la recente “Lecce Tattoo Convention”, dove è stata premiata un’opera che ritrae nei minimi dettagli un assalto a un furgone portavalori.

È inaccettabile che una scena di criminalità violenta, che rievoca traumi profondi e ferite ancora aperte per intere famiglie e per la nostra categoria, possa essere celebrata come “espressione artistica” e addirittura insignita di un riconoscimento.

Quello che per alcuni è un disegno sulla pelle, per le Guardie Particolari Giurate rappresenta il rischio quotidiano della vita, il ricordo di colleghi caduti in servizio e il terrore di imboscate paramilitari che troppo spesso insanguinano le nostre strade

Siamo profondamente offesi da questa mancanza di rispetto e di sensibilità”, dichiara il direttivo di Radio Vigilanza. “Glorificare un atto criminale che vede come vittime lavoratori onesti, padri di famiglia che guadagnano mille euro al mese rischiando tutto sotto il fuoco di kalashnikov, non ha nulla a che fare con l’arte. È un’esaltazione della subcultura della violenza che non può e non deve trovare spazio in eventi pubblici.”

Radio Vigilanza e Guardie Giurate d’Italia chiede:

  • presa di distanza immediata – “chiediamo a tutte le istituzioni e agli enti che hanno patrocinato o sostenuto economicamente e moralmente l’evento di dissociarsi pubblicamente da questa specifica premiazione e dai contenuti dell’opera in questione”;
  • chiarezza sui criteri di selezione – “è necessario comprendere come sia stato possibile che una giuria abbia ritenuto meritevole di un premio un’immagine che inneggia a reati di tale gravità;
  • rispetto per la categoria – “un richiamo al dovere di sensibilità verso le migliaia di Guardie Giurate che ogni giorno garantiscono la sicurezza dei cittadini, spesso nel silenzio delle istituzioni, e che oggi si sentono umiliate da questa macabra celebrazione della criminalità.

L’associazione non resterà a guardare mentre la sofferenza dei lavoratori viene trasformata in un trofeo da esibire. L’arte deve elevare lo spirito, non farsi megafono del crimine organizzato e della violenza ai danni di chi compie il proprio dovere.

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