Nel fantabosco della vigilanza privata c’è chi il buono pasto lo vede ogni giorno, chi solo se fa la GPG, chi perché “c’era nel vecchio appalto” e chi non l’ha mai visto nemmeno in cartolina. Dipende dalla zona, dall’istituto, dalla mansione e dall’allineamento dei pianeti. Una sola certezza: non è garantito.
Già, perché il CCNL non lo prevede in modo generalizzato e la legge nemmeno. Arriva se c’è un accordo aziendale, territoriale, di secondo livello o se lo prevede l’appalto. Oppure arriva, ma il contratto integrativo è scaduto e per aggiornarlo si attende il rinnovo del contratto nazionale. Risultato? Disparità tra territori, tra aziende e persino dentro lo stesso istituto, a seconda di dove si lavora.
Oggi proponiamo i risultati di un sondaggio lanciato sui social dagli amici di Radio Vigilanza e Guardie Giurate d’Italia. Non ha la pretesa di definire il comparto con un campione statisticamente rappresentativo, ma racconta un sentiment. Tristissimo.
Nord: MINIticket
Al Nord il buono pasto circola, ma spesso è fermo a 5,29 euro. Milano, Padova, Vicenza, Trento, Brescia: stessa cifra, stessa rassegnazione. Qualche isola felice arriva a 7–8 euro, e nel trasporto valori si toccano talvolta i 10 euro. Ma l’uniformità tende al basso. E abbiamo escluso dai conteggi, per pudore, il caso di chi a La Spezia prende l’esosa indennità mensa di 1,30 euro (mentre i suoi colleghi a Genova ne prendono 4,70 in più).
Centro: RANDOMticket
A Roma si va dai 4,40 ai 7 euro, a seconda dell’istituto. A Viterbo molti non vedono nulla. La solita lotteria tra azienda, territorio e contratto.
Sud: ZEROticket
In Sicilia e in Puglia il buono pasto è un miraggio e fotografa un problema più complesso di condizioni e tutele generalmente più fragili.
Stessa azienda: ticketSIticketNO
Il sondaggio mostra un paradosso prevedibile ma comunque stridente: stesso istituto, stesso datore di lavoro, ma trattamenti diversi. Le GPG sì, i fiduciari no. In una provincia sì, nell’altra no. In un appalto sì, nell’altro no.
Doppi turni: DOPPIOticket (spoiler: NO)
Per chi fa turni doppi da 14 ore non c’è una regola nazionale che imponga automaticamente l’erogazione di due ticket. Ancora una volta, dipende. Da CCNL, accordi, pause, organizzazione del turno.
Sintesi: CAPticket
Domanda: è possibile che un trattamento economico per chi fa turni, legato ad una funzione essenziale come mangiare, dipenda dal CAP in cui si lavora? E si può definire “indennità mensa” un importo di 1 euro e 30 centesimi? Almeno chiamatelo indennità caffè o indennità mela (una sola però, che la dieta fa bene).
















