La notte è lunga, pericolosa e imprevedibile. Chi ci lavora lo sa bene: Guardie Giurate spesso sole a fronteggiare aggressioni, furti, rapine, malori. Per questo FederSicurezza e Vigilanza Conf Selp hanno deciso di andare dritti al Colle con una lettera che dice basta alle GPG in solitaria di notte.
La doppia unità obbligatoria nei servizi notturni, sostiene il sindacato, garantirebbe supporto operativo, assistenza in caso di malore o attacco, testimonianza e aiuto in caso di aggressione. In due parole: meno rischi. Che in certi casi significa salvarsi la pelle.
CGIL e UGL hanno espresso posizioni analoghe, ma per fare la differenza serve un fronte sindacale compatto (anche datoriale, e qui sarà più complicato).
Il tutto mentre una nuova proposta di legge di Regione Lazio si occupa proprio di sicurezza integrata nelle ore notturne e parla anche di vigilanza privata.
La proposta rafforza la prevenzione tra le 22 e le 6 con un’azione coordinata tra Comuni, polizia locale e operatori della sicurezza (Guardie Giurate e addetti ai servizi di controllo). Sulla scorta del Decreto Sicurezza, i Comuni potranno prevedere accessi alle ZTL, limitati spazi di sosta vicino a banche, uffici postali e altri obiettivi sensibili, nonché l’utilizzo delle corsie riservate. E arriva anche un pass a tecnologia NFC (tipo badge) che consente alle guardie giurate di viaggiare gratis durante gli spostamenti di servizio, in uniforme.
Non si aggiungono funzioni di sicurezza pubblica: l’obiettivo è la deterrenza passiva.
Tutto bene. Bene che la politica scopra che la notte è pericolosa e bene che riconosca il ruolo della vigilanza privata nella sicurezza integrata.
Peccato che non si sia pensato di parlare anche di doppia unità nei servizi notturni.
Per questo servirà una convergenza totale e, considerata la frammentazione del settore, non sarà facile.














