La vigilanza privata ha essenzialmente gli stessi problemi in tutta Europa. È quanto emerso dagli ultimi incontri del CoESS, cui ha partecipato ConFederSicurezza. Al centro del confronto tra le associazioni europee, il futuro del settore: carenza di personale, necessità di rendere più attrattiva la vigilanza privata e crescente integrazione tra sicurezza fisica e cybersecurity. Tra le priorità anche il rafforzamento del ruolo dei security manager e maggiori investimenti in formazione e tecnologie.
Importante il tema della collaborazione con la sicurezza pubblica, ancora poco sviluppata in molti paesi, e quello della sostenibilità economica dei servizi, sempre più legati a innovazione e contratti di lungo periodo. Sul fronte tecnologico, riflettori puntati suintelligenza artificiale, droni e nuovi sistemi di monitoraggio, ma anche sulle criticità normative legate all’EU AI Act e alla dismissione delle reti 2G e 3G.
In sintesi, per crescere la vigilanza privata deve evolversi puntando su competenze, innovazione e un ruolo sempre più strategico nella protezione di infrastrutture e servizi essenziali.















