Vigilanza privata: nuovo stop ai CCNL “alternativi”

05 Giu 2026

di Redazione

Nuovo stop ai CCNL che non sono “leader” di settore. Lo ha ribadito il Tribunale di Trani (sent. 622 10 03 2026), stabilendo che un’azienda può sì scegliere un contratto collettivo diverso da quello sottoscritto con i sindacati maggiormente rappresentativi, ma non unilateralmente. Tradotto: comunicarlo non basta, bisogna mettersi d’accordo. Senza un vero confronto, secondo i giudici, si ostacolerebbe infatti l’esercizio dell’attività sindacale, potendo arrivare a configurare una “condotta antisindacale”.

Importante anche il passaggio sulla rappresentatività: non basta firmare un CCNL per equivalere alle organizzazioni sindacali storiche e radicate del settore. Diffusione territoriale, numero degli iscritti, continuità dell’attività sindacale e partecipazione alla contrattazione nazionale sono gli elementi da valutare per definire chi ha maggiore rappresentatività.

La pronuncia di Trani fa il paio con quella del Tribunale di Milano di dicembre 2025 relativa al comparto vigilanza privata, che abbiamo commentato qui. Il succo? Due aziende hanno dovuto abbandonare i CCNL sottoscritti con sindacati non maggiormente rappresentativi e applicare il CCNL “leader” del settore sicurezza evigilanza privata. Ossia quello sottoscritto da ASSIV, AGCI, ANIVP, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP ed UNIV con FILCAMS-CGIL, FISASCAT-CISL e UILTUCS-UIL.

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