Vigilanza privata: UGL chiede buoni pasto da 10 euro sfruttando la nuova soglia fiscale

31 Ago 2026

di Ilaria Garaffoni

Numeri alla mano: nella vigilanza privata c’è chi il buono pasto lo vede ogni giorno, chi solo se fa la GPG, chi perché “c’era nel vecchio appalto” ma c’è anche chi non l’ha mai visto nemmeno in cartolina. Il CCNL non lo prevede in modo generalizzato e la legge nemmeno, quindi arriva se c’è un accordo aziendale, territoriale, di secondo livello o se lo prevede l’appalto. 

In questo siparietto, UGL Sicurezza Civile mette sul tavolo una proposta: portare i ticket a 10 euro, sfruttando i vantaggi fiscali del 2026 per riformare il settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza, eliminando le disparità territoriali e aziendali.
La richiesta poggia sulla Legge di Bilancio, che ha innalzato da 8 a 10 euro la soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto digitali. Tradotto: erogare 10 euro di buono pasto elettronico è totalmente esentasse e privo di impatto contributivo per i datori di lavoro, ma rappresenta un sostegno economico reale per lavoratori stremati dal carovita.

L’aumento della soglia non obbliga le aziende ad alzare il valore dei buoni, per questo UGL Sicurezza Civile chiede che la proposta sia inserita nel CCNL a livello nazionale e che — nelle more del rinnovo — parta subito a livello territoriale. Questo non significa, precisa il sindacato, mettere da parte la contrattazione di secondo livello, che resta un pilastro fondamentale, ma potrebbe ridurre le disparità anche tra chi ha già i buoni pasto ma attende il rinnovo del CCNL per aggiornare il contratto integrativo scaduto.

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