Steward “urbani” per controllare il territorio: e la vigilanza privata?

Un DDL della Regione Friuli Venezia Giulia in materia di sicurezza e polizia locale affida agli “steward urbani” le attività finalizzate a migliorare la percezione di sicurezza della cittadinanza, facilitare la fruibilità e la vivibilità degli spazi pubblici. Queste figure dovranno operare entro i limiti individuati dalla norma nazionale, con compiti sussidiari e sotto la direzione della polizia locale. Ok, ma perchè gli steward, che dovrebbero stare negli stadi? E a proposito: chi sono gli steward “urbani”? Quali competenze hanno? Siamo d’accordo che queste forme di controllo del territorio non siano propriamente servizi a tutela dei beni mobili e immobili (che sarebbe la tipica attività delle guardie giurate), ma tanto meno possono essere assimilabili ai servizi di sicurezza negli stadi (che sarebbe il territorio elettivo degli steward) o ai controlli nei locali di pubblico spettacolo (che sarebbe appannaggio degli ex-buttafuori). E in questo DDL a noi sembra che si parli – vogliamo chiamarla con il suo nome? – di protezione della persona. E’ stato dunque sdoganato questo totem?

Continua a leggere

Gli operatori fiduciari non sono guardie giurate ma neanche portieri

Riceviamo e pubblichiamo un’interessante Lettera al Direttore che contesta questo nostro articolo. Siamo perfettamente d’accordo sul fatto che gli operatori fiduciari non siano la causa, bensì la più innocente vittima di questa strumentale confusione. Siamo molto spiacenti che sia passato questo messaggio o che l’articolo sia risultato offensivo per chi lavora: il nostro intento era denunciare le autorità del settore che non intervengono dinnanzi a palesi violazioni della normativa, ma anche i tribunali che decidono in modo randomico, e soprattutto le imprese che marciano sull’equivoco sulla pelle dei lavoratori. Imprese che a loro volta dicono che i clienti vogliono spendere sempre meno e che non hanno alternative. Una situazione senza apparente soluzione, dunque? A nostro avviso, basterebbe applicare le norme. Per intanto, grazie di aver fatto sentire la Sua voce obliqua.

Continua a leggere

Trasporto valori stremato: oltre al Covid, la concorrenza sleale dei corrieri

ANIVP, ASSIV, Assovalori, Federsicurezza, Legacoop e UNIV, in rappresentanza del comparto vigilanza privata e sicurezza, hanno scritto al Ministero dell’Interno e a Banca d’Italia per evidenziare le difficoltà in cui versa il settore del trasporto valori e del trattamento del denaro. La riduzione del lavoro e la demonizzazione del contante dovuti al Covid-19 hanno contratto il fatturato di oltre il 30% da marzo a settembre scorsi e si presume che il mercato non tornerà comunque ai volumi originari (stimato -20%). La situazione è aggravata dalla concorrenza sleale di operatori esteri privi di licenza CIT o esposti a normative meno stringenti, o peggio di corrieri espressi che trasportano beni di valore. Tutti  soggetti non gravati dagli oneri e dalle responsabilità che pesano invece sui professionisti del settore.

Continua a leggere

Vigilanza Privata: pure il lavoro notturno passa ai portierati?

Riceviamo e pubblichiamo un contributo del nostro (stavolta meno polemico ma non meno tagliente e sempre più anonimo) Bastian Contrario. Quale attento osservatore del comparto, non gli poteva certo sfuggire una sentenza del Consiglio di Stato che potrebbe risultare molto golosa per le committenze, sempre liete di utilizzare portierati al posto di guardie giurate anche nei settori di esclusiva. Abbiamo visto portieri sui treni, nei tribunali, nelle Amministrazioni pubbliche e in musei a rischio terrorismo: qualche portiere a fare sorveglianza notturna, come pare propugnare la sentenza, non ci dovrebbe fare più effetto. Anche perchè, per una sentenza che dice questo, centomila dicono il contrario. Ma forse, invece, è ora di dire qualcosa. La parola, quindi, a Bastian Contrario (e grazie di esistere…)

Continua a leggere

Sorveglianza notturna ai portieri (ma non era esclusiva delle guardie giurate?)

Una sentenza che farà discutere: con pronuncia n. 6194 del 13 Ottobre 2020 il Consiglio di Stato apre il lavoro notturno agli addetti alla reception e ai portieri perché – recita il disposto – non è l’orario di svolgimento del servizio, bensì la tipologia di obiettivo (sensibile o con speciali esigenze di sicurezza) a rendere necessario l’utilizzo di guardie giurate. Ma il lavoro notturno non era un’esclusiva delle guardie giurate a prescindere? A colpo d’occhio pare un abbaglio, dal momento che il punto 3.b.1 dell’allegato D del DM 269/2010, che impone l’utilizzo di guardie giurate in orario notturno, è collocato sì nel paragrafo che tratta gli obiettivi sensibili, ma si applica in linea generale, recitando: “ferme restando le definizioni sopra indicate nonché le previsioni dell’art.256 bis del Regolamento d’esecuzione, è affidata alle gpg la custodia dei beni immobili e dei beni mobili in essi contenuti durante l’orario notturno o di chiusura al pubblico”. In soldoni: la vigilanza di notte spetta alle gpg. Una svista, dunque?

Continua a leggere