Riforma Tulps

Da un regio decreto del 1931 ai giorni d’oggi. Storia di una riforma che dura da oltre 70 anni.
Sottoponi alla redazione le tue proposte editoriali: vogliamo sentire la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

quasi-promossoDall’emanazione del DM 269 del 2010 (emendato con il DM 56/2015) l’argomento formazione è divenuto una priorità (ed un obbligo) per tutte le aspiranti guardie giurate e per gli Istituti di Vigilanza anche in ottica di aggiornamento professionale per le G.P.G. già in forza. Pertanto, per la prima volta, vengono stabiliti gli argomenti didattici da impartire agli allievi e la durata minima della formazione espressa in ore. Devo dire che gli Istituti di Vigilanza più lungimiranti già da molti anni avevano previsto una formazione per le aspiranti G.P.G. poiché il feedback da parte dei clienti era notevole, come notevole era la differenza rispetto alle G.P.G. prive di formazione.
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Vi ricordate le linee guida dell‘ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) del 2015 sull’affidamento dei servizi di vigilanza privata? Sono state aggiornate dalla nuova delibera pubblicata il 5 giugno scorso. Di mezzo ci sono state un’inchiesta di consultazione pubblica e un parere del Consiglio di Stato, che avevamo già commentato. Poichè la nuova delibera annulla e sostituisce la precedente, ne sintetizziamo di seguito le principali novità.

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Breve ripassino preliminare sulla formazione professionale delle guardie giurate che operano servizi di sicurezza sussidiaria (art. 6 del DM 154/2009): serve un corso e il superamento di un esame dinnanzi alle apposite Commissioni. Poiché la prassi applicativa ha generato ritardi che hanno portato a deroghe (di carattere eccezionale), il Ministero dell’Interno ha emanato una circolare esplicativa e un calendario serrato per sanare le situazioni sospese o irregolari. Vediamo il dettaglio. Continua a leggere

Vi ricordate le “Linee guida per l’affidamento del servizio di vigilanza privata” emanate nel 2015 dall’ANAC in materia di appalti? Il Consiglio di Stato si è appena pronunciato in maniera definitiva (nei tre anni di interregno si erano susseguite una consultazione pubblica e un parere interlocutorio). L’ultimo parere, datato 18 Aprile 2018, sostanzialmente conferma la bozza dell’Autorità Anticorruzione, gettando tuttavia una pesante ombra sul valore delle tabelle ministeriali che definiscono il costo medio del lavoro. Ma vediamo il parere nel dettaglio. Continua a leggere

Non più di un anno fa il Garante Privacy suonava il campanello d’allarme sui rischio degli strumenti di geolocalizzazione per la privacy dei lavopratori. Lo scorso aprile è stato però reso un primo parere favorevole con riferimento ad un sistema di geolocalizzazione satellitare dei veicoli della polizia municipale. Per gli operatori della vigilanza privata, la risposta è arrivata il 29 maggio 2018: semaforo verde alla geolocalizzazione con smartphone e tablet, tesa a garantire la sicurezza delle pattuglie e l’ottimizzazione degli interventi, consentendo l’invio di allarmi in caso di pericolo. Il tutto purché si salvaguardi la privacy dei lavoratori. Questi gli accorgimenti imposti dal Garante nel caso di specie (alcuni erano già previsti dalla società richiedente), che riprendiamo per l’interesse che rivestono per l’intero comparto. Continua a leggere

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