Fondo Assistenza Sanitaria Istituti Vigilanza: prestazioni Covid

Il Fasiv – Fondo Assistenza Sanitaria Istituti di Vigilanza Privata ha deliberato, in via straordinaria fino al 30/06/2020, il mantenimento della copertura assicurativa dei lavoratori iscritti, dipendenti di aziende che abbiano avuto accesso agli ammortizzatori sociali (con documentazione comprovante). Per i lavoratori iscritti al Fasiv risultati positivi al tampone nel periodo che intercorre dal 1 Gennaio 2020 al prossimo 30 Giugno e provvisti di certificazione medica, vengono riconosciute due interessanti prestazioni.

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Vigilanza privata: Accordo Quadro per lavorare in sicurezza

Gli operatori del comparto sicurezza e vigilanza privata (lavoratori “essenziali” secondo il Governo e pertanto abilitati a fonire servizi anche durante il lockdown, con particolare focus sul controllo accessi in imprese private e pubbliche finalizzati al rispetto alle disposizioni sanitarie), meritano protocolli sanitari e di sicurezza sul lavoro specifici e particolareggiati. La principali associazioni di categoria del comparto (Assiv, Anivp, UNIV, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative e Agci) hanno siglato con Filcams-CIGL, Fisascat-CISL  e Uiltucs-UIL un accordo quadro per il comparto, alla luce del Protocollo generale sottoscritto dalle Parti Sociali con il Governo il 24 aprile scorso.

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Guardie giurate, addetti alla security o improvvisati? Interrogazione alla Camera su chi deve gestire i flussi

L’On. Mauro Rotelli (FDI) ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Camera, indirizzata al Ministro dell’Interno, per denunciare il diffuso utilizzo, da parte di committenze della grande distribuzione ma non solo, di soggetti non professionali al fine di gestire i flussi per garantire il distanziamento sociale anti Covid-19. Al posto di guardie giurate, operatori fiduciari o addetti ai servizi di controllo, infatti, la cronaca parla dell’utilizzo di soggetti e imprese non qualificati, con serie conseguenze per la sicurezza dei lavoratori e della stessa collettività che si vorrebbe tutelare. Il tema è ancora più caldo in previsione dell’impiego di 60.000 “assistenti civici”, reclutati tra le fila del volontariato, che il Governo vorrebbe schierare per svolgere tali servizi nelle aree pubbliche.
Poichè – si legge nell’interrogazione – il settore della sicurezza privata, seppur normato, lascia spazio a diverse interpretazioni sulla corretta figura professionale da adottare per svolgere queste mansioni, sarebbe necessario che il Ministero desse indicazioni più specifiche in merito. Non solo per evitare i fenomeni di abusivismo già citati, ma anche – aggiungiamo noi – per non mandare allo sbaraglio mandrie di improvvisati …a loro rischio e pericolo.

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Covid19 e infortunio sul lavoro: quale rischio per le imprese e quali tutele?

Il Covid-19 è rubricato come infortunio sul lavoro: con quali tutele per i lavoratori? E con quali rischi per le imprese, sia sul lato penale sia sul lato civile? In che modo si può dimostrare che l’infezione sia realmente avvenuta sul luogo di lavoro, soprattutto per attività professionali come la vigilanza privata che si svolgono in luoghi esterni all’azienda e con esposizione a grandi flussi di persone (dal supermercato alla banca, dall’aeroporto alla stazione)? L’INAIL è intervenuta con una circolare che di fatto esclude qualsiasi automatismo in termini di responsabilità, ma è comunque lecito ipotizzare che nasceranno contenziosi. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Marco Proietti , Associate di GFPLAW, prestigioso studio legale con sede in Roma specializzato in diritto del lavoro e relazioni industriali (segnalato dal Sole 24 Ore tra gli studi legali dell’anno 2020 per l’area “Diritto del lavoro e welfare” e per il secondo anno consecutivo tra i primi studi legali in “lavoro e previdenza” in Italia).

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Trasporto valori in crisi per la demonizzazione del contante

Su Change.org circola una petizione per abolire il contante, ritenuto “sporco sia dentro che fuori”, a favore delle sole transazioni elettroniche. Oltre al rischio Covid, la nota piattaforma di petizioni attribuisce infatti alla circolazione di monete e banconote un ruolo di spicco nella crescita degli affari della criminalità organizzata e dell’evasione fiscale. Accuse di sicura presa pubblica e che tuttavia dimenticano che il rischio di contagio a mezzo contante è identico a quello in cui si incorre digitando un PIN e che molti consumatori, soprattutto le fasce più deboli, non dispongono di altri mezzi di pagamento. Ma soprattutto, rammenta Assovalori (Associazione delle aziende del trasporto valori), questa demonizzazione potrebbe mettere definitivamente in ginocchio un settore che occupa migliaia di dipendenti.

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