Secondo lockdown, trasporto valori e livello di servizio: la committenza terrà conto dell’emergenza?

trasporto-euroSe si dovesse ripresentare una situazione analoga a quella di Marzo, potrebbe essere difficile rispettare le severissime penali in capo ai trasportatori di valori per servizi non eseguiti in maniera assolutamente conforme. L’ABI è pronta a sollevare la questione presso le banche associate, ma sulle penali non dichiara di non avere potere di intervento. Che dire? Facciamo un passo indietro. Durante le fasi più delicate del lockdown, l’ABI ha accolto la richiesta delle associazioni del settore vigilanza privata e trasporto valori di sospendere l’applicazione delle severe penali previste in caso di mancato rispetto dei livelli di servizio contrattualizzati tra banche o Poste Italiane e i propri fornitori di servizi di trasporto e contazione di valori. Con il tempo, ed a fronte della progressiva ripresa delle attività produttive, era stato però possibile superare la configurazione emergenziale e tornare ad una prestazione dei servizi bilateralmente concordata.

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Guardie giurate all’estero: è ora di analizzare le proposte di legge?

Dopo Parigi, Nizza. Non bastava il lockdown a mettere la Francia in ginocchio: il ritorno del terrore legato all’estremismo islamico fa tremare il paese. E con esso le imprese che vi operano, anche quelle italiane con sede in Francia, che – come tutte le imprese operative all’estero – hanno la responsabilità penale di proteggere il proprio personale (duty of care). Purtroppo per proteggere le imprese italiane all’estero (ma anche i nostri compound militari in terra straniera), le imprese italiane devono rivolgersi a dei security contractor stranieri perché da noi manca la norma per svolgere questi servizi, fatti salvi quelli antipirateria. Eppure in Commissione Difesa della Camera pendono due proposte di legge ancora da calendarizzare per impiegare le guardie giurate all’estero, ovviamente solo in attività accessorie a quelle svolte dai militari. Forse è tempo di prenderle in esame?

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Non chiusure, ma aperture h24 per gli investigatori privati: l’appello di Unimpresapol

Ricordate che gli investigatori privati, per una colpevole “svista” di compilazione, erano rimaste fuori dalle attività espletabili durante il primo lockdown, nonostante operino in autonomia e senza contatto? La stessa cosa era accaduta, in un primo momento, anche agli operatori della sicurezza fiduciaria, sempre per qualche Ateco perso per strada. Ma stavolta qualcuno ha giocato d’anticipo. «Lasciare aperte 24 ore su 24 tutte le attività di investigazione privata, nonché le attività di vigilanza privata e ausiliarie alla vigilanza e di tutti i security manager impegnati nel garantire la sicurezza delle aziende, evitando di ripetere il vulnus causato dalla precedente chiusura nel lockdown delle attività contraddistinte dal codice Ateco 80.30»: questo l’appello del Presidente nazionale di UnimpresaPol, Paolo Lecce.

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Guardia giurata autonoma: come comportarsi con chi ha già il titolo?

Il ministero dell’Interno ha pubblicato una circolare che analizza il DL 14 08 2020 n. 104 (convertito in Legge 13 10 2020 n. 126), che si occupa di vigilanza privata in due punti: in uno si cancella di fatto la possibilità di lavorare come guardia giurata autonoma; nell’altro si proroga al 30 giugno 2021 la possibilità per le guardie giurate, a certe condizioni, di svolgere servizi antipirateria pur senza aver superato i corsi richiesti dalla norma. Di questi due temi abbiamo già parlato diffusamente: rimandiamo dunque ai precedenti articoli per il loro contenuto, limitandoci qui a segnalare due aspetti.

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DPCM 24 Ottobre: no chiusure dei locali; sì controlli della vigilanza privata

Ci risiamo. Ed è comune il sentore che si tratti solo della prima di una serie di puntate: un film già visto, insomma. Le novità del DPCM 24 Ottobre 2020, in vigore dal 26/10 al 24/11, le sappiamo già: coprifuoco alle 18; chiusi palestre, piscine, cinema e teatri; possibilmente limitare gli spostamenti a motivi di lavoro, studio, salute e necessità. Critico Luigi Gabriele, presidente di UNIV (Unione Nazionale Imprese di Vigilanza Privata) e Federsicurezza, Federazione del Settore della Vigilanza e Sicurezza Privata aderente a Confcommercio: “il Governo, anziché chiudere nuovamente attività che hanno già ampiamente sofferto e investito per adeguarsi alle norme di sicurezza, si sarebbe dovuto concentrare sul rispetto delle regole fuori dai locali, perché è lì che avvengono i contagi, non in ambienti sanificati, protetti e ad ingressi contingentati. Le imprese del comparto sicurezza privata hanno svolto e possono svolgere un importante ruolo nel sostegno alle attività commerciali e ricreative per far rispettare il social distancing, il corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza e le norme igienico-sanitarie”.

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