Riforma Tulps

Da un regio decreto del 1931 ai giorni d’oggi. Storia di una riforma che dura da oltre 70 anni.
Sottoponi alla redazione le tue proposte editoriali: vogliamo sentire la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

Disciplinare di valutazione per organismi di certificazione vigilanza privata Il 27 febbraio scorso il Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, ha adottato il Disciplinare per la valutazione della conformità degli istituti e dei servizi di vigilanza privata da parte degli organismi di certificazione indipendente. L’adempimento, richiesto dal DM 4 giugno 2014, n. 115 (requisiti per la certificazione degli Istituti di Vigilanza Privata), è composto da pochi articoli che forniscono l’elenco degli Organismi di certificazione indipendente, l’attività degli Enti di Accreditamento e le modalità di certificazione degli istituti di vigilanza privata. Queste ultime si basano sugli schemi di certificazione allegati e sulle tabelle con le “check-list” da rispettare a seconda del tipo di servizi offerti. Continua a leggere

uniI requisiti per gli Istituti di Vigilanza Privata richiesti dalla norma UNI 10891:2000 per la certificazione vi paiono anacronistici, distanti dalla realtà del mercato, inefficaci a definire dei veri requisiti di qualità? Ebbene, fino al 10 marzo 2015 potete dire la vostra all’UNI (Ente Italiano di Normazione), inviando commenti o chiedendo di partecipare ai lavori di revisione sulla norma sui requisiti minimi e le modalità di controllo dei servizi offerti dagli istituti di vigilanza privata.
Continua a leggere

filippo-bubbicoBodyguard, guardia del corpo, scorta privata. Si chiama così chi si occupa di proteggere VIP, personaggi dello spettacolo, industriali. Si chiama così ma non si può dire ad alta voce perché il nostro ordinamento non consente ai privati di tutelare la persona fisica, prerogativa che resta appannaggio delle forze dell’ordine. Ma poiché lo Stato non ha le risorse per proteggere tutti, le guardie del corpo private lavorano lo stesso, purché le si chiami col nome di autisti, assistenti o portaborse. Di conseguenza, chi fa il bodyguard lavora ad alto rischio ma senza tutele. E senza tutele sono anche i suoi clienti, dal momento che, sulla carta, comprano semplici servizi di assistenza alla guida. Il tutto mentre le forze dell’ordine, pagate dai contribuenti, sono troppo spesso impegnate a scortare personaggi non sempre esposti a rischi rilevanti. Ma in tempi di spending review, lo Stato sta valutando di aprire ai privati almeno alcune delle prerogative della polizia. “La strada maestra è quella dell’integrazione funzionale, purché ciascuno abbia chiari i propri compiti” – ha dichiarato il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, intervenuto al convegno organizzato il 25 settembre scorso da Consap, Confederazione sindacale autonoma di polizia, e Federpol, Federazione degli istituti di investigazione privata, sul tema dell’integrazione e della collaborazione tra pubblico e privato nel comparto sicurezza. Continua a leggere

timbro-organismo-accreditato-certificazioneBasta lamentarsi che il DM 269/2010 non produce effetto nella vigilanza privata! Dal 4 settembre è entrato in vigore il Decreto n. 114 del 4 giugno 2014, che pone il primo tassello (ne manca un pezzo, invero) per definire il nuovo schema certificativo che chiuderà il cerchio virtuoso della qualità nella vigilanza privata. In realtà manca anche il Decreto sulla formazione delle guardie giurate per chiudere davvero il cerchio, ma non sottilizziamo. La certificazione è un passo importante perchè, per supplire all’endemica carenza di personale dell’autorità tutoria, privilegia un meccanismo di autocertificazione…trasformando un regime di qualità finora volontario in cogente. Insomma, la certificazione non è più un percorso spontaneo, ma diventa obbligatorio se si vuole entrare – o se si intende restare – sul mercato. Continua a leggere

DM_04_06_14_n_115_Certificazione-Vigilanza-Privata-1ROMA – Ne parliamo da tempo, ma adesso è ufficiale. E’ infatti scattato l’obbligo per gli istituti di vigilanza privata attivi in Italia di sottoporre i propri impianti, servizi e professionisti alla valutazione da parte di un organismo di certificazione indipendente. Il 3 settembre è infatti entrato in vigore il D.M. n. 115 del 4 giugno 2014, che indica le caratteristiche e i requisiti che devono possedere gli organismi chiamati a valutare la conformità alle norme delle aziende autorizzate a svolgere attività di vigilanza privata.  Gli istituti di vigilanza dovranno, entro i prossimi 12 mesi, sottoporsi ad un audit interno da parte di un organismo accreditato, e produrre poi al Prefetto competente la documentazione che certifichi la conformità dei servizi forniti ai parametri fissati dal decreto ministeriale n. 269/2010 e dalle norme Uni/Iso, relative tra l’altro alla qualità dei servizi di vigilanza, telesorveglianza, custodia e scorta valori e alla competenza dei professionisti di security impiegati.
Continua a leggere

Network
Pagina  Facebook GooglePlus Twitter Linkedin Youtube RSS Mail
I Video
Video
Video Video Aiss