Riforma Tulps

Da un regio decreto del 1931 ai giorni d’oggi. Storia di una riforma che dura da oltre 70 anni.
Sottoponi alla redazione le tue proposte editoriali: vogliamo sentire la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

“Care banche, se il vostro outsourcer per la contazione e il trasporto del denaro è dotato di licenza di PS, non è detto che sia anche a posto con le regole. Approfondite, chiedete e fate verifiche sullistituto di cui vi servite o esigetele dal vostro network di fiducia, perchè il processo di transizione verso la riforma della vigilanza privata non si è ancora concluso e, nelle more dell’endemica carenza di risorse per i controlli dell’autorità tutoria, i furbetti si muovono brillantemente”.
Queste le parole di Vincenzo Acunzo al workshop ABI sul ciclo del contante. Inutile dire che su queste parole, come sull’intero workshop, aleggiava l’ombra della faccenda NES, alla quale – sarà un caso?- proprio oggi si aggiunge l’analoga questione Ipervigile, cui Banca d’Italia ha vietato di operare ricircolo di denaro. La licenza è ancora lì, ma qualcosa probabilmente non va nel rispetto delle regole. Continua a leggere

vincenzo acunzoL’Europa ha chiesto delle modifiche al DM 269/2010 in merito a cauzione e capitale sociale per gli istituti di Vigilanza e a servizi occasionali e transfrontalieri per le investigazioni private. Ma cosa chiede la Commissione Europea in dettaglio? E quali conseguenze porteranno le richieste dell’Europa nell’attuale scacchiera competitiva e nella tenuta occupazionale? L’abbiamo chiesto a Vincenzo Acunzo, Coordinatore dell’Unità Organizzativa per la Vigilanza privata presso il Ministero dell’Interno.

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EuropaROMA – Nuova bacchettata dall’Unione Europea per l’impianto normativo della vigilanza privata italiana. Nonostante la recente riforma, il cui primo atto ufficiale è stato il DM 269/2010 (decreto capacità tecnica), la Commissione Europea ha incardinato una procedura di informazione (EU Pilot 3693/12/MARK – 3694/12/MARK) per “restrizioni al diritto di stabilimento ed alla libera prestazione dei servizi per le attività di Vigilanza Privata svolte da Imprese stabilite in altri Stati membri”.
Lo scorso 10 settembre le Associazioni italiane di categoria sono quindi state convocate dal Direttore dell’Ufficio per gli Affari della Polizia Amministrativa e Sociale presso il Ministero dell’Interno per visionare le possibili modifiche da apportare al Decreto: le Associazioni dovranno far pervenire, entro il 24 Settembre prossimo, le loro osservazioni per dar corso in tempi brevi alla stesura del testo novellato. Questi i punti oggetto di contestazione europea. Continua a leggere

logo-federsicurezzaROMA – Il 21 giugno si è tenuta la programmata riunione tra i rappresentanti delle OO.SS. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil e i rappresentanti di Federsicurezza per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale per dipendenti da Istituti di Vigilanza Privata.
Dopo aver ribadito la propria indisponibiltà ad inserire nella rinnovanda cornice contrattuale figure diverse dalle guardie particolari giurate, la parte datoriale ha presentato le proprie proposte sui principali temi normativi (cambio d’appalto, classificazione, malattia, contrattazione di secondo livello, indennità). Federsicurezza ha inoltre formulato una proposta economica di partenza così articolata: aumento di 85 euro finali a partire dall’attuale ultravigente contratto (+40% rispetto al contratto Assiv anche partendo dalle valutazioni sulla paga base – al 7% nella proposta Federsicurezza contro il 5% del contratto Assiv). Continua a leggere

La compagine si compone, tra l’altro, da un esperto per ogni organizzazione maggiormente rappresentativa degli istituti di vigilanza privata (massimo 4), da un esperto per ciascuna organizzazione maggiormente rappresentativa dei sistemi bancario, assicurativo e grande distribuzione; da un esperto per ciascuna organizzazione di investigazione privata e di raccolta delle informazioni commerciali più rappresentative (massimo 2); da massimo tre esperti designati dalle associazioni più rappresentative dei sistemi bancario, assicurativo e della GDO. Continua a leggere

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