Riforma Tulps

Da un regio decreto del 1931 ai giorni d’oggi. Storia di una riforma che dura da oltre 70 anni.
Sottoponi alla redazione le tue proposte editoriali: vogliamo sentire la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

centralstation107_hiE’ stata pubblicata la nuova serie UNI CEI EN 50518 (Sistemi di rilevamento e segnalazione per incendio, intrusione, furto, sabotaggio e aggressione – Centro di monitoraggio e di ricezione di allarme), che sostituisce la precedente serie di norme UNI 11068.
La Parte 1 della nuova serie (requisiti per il posizionamento e la costruzione) specifica i requisiti minimi per la progettazione, costruzione degli edifici dove vengono monitorati ed analizzati i segnali generati dai sistemi di allarme, ossia delle centrali di monitoraggio e di ricezione allarme. Continua a leggere

quasi-promossoIl Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter) si è finalmente pronunciato sul ricorso che alcuni Istituti di Vigilanza Privata del napoletano avevano inoltrato contro il DM capacità tecnica, con l’appoggio di un’associazione di categoria e la secca opposizione di altre.

I ricorrenti contestavano il DM 269/2010 in quanto ritenuto discriminatorio verso le piccole realtà d’impresa e lesivo della libera concorrenza (leggi qui per maggiori dettagli).
Ebbene, con sentenza n. 2703/2013 del 15 marzo 2013, il Collegio ha ritenuto il ricorso fondato ed accoglibile nei soli punti indicati in motivazione. Quattro, in realtà. Continua a leggere

centrale-monitoraggio-vigilanza-privataROMA – Il 10 dicembre 2012 il Ministero dell’Interno (Dipartimento di PS, Ufficio Affari della Polizia Amministrativa e Sociale) ha diramato una circolare esplicativa che risponde ad alcuni quesiti in materia di televigilanza e localizzazione satellitare dei veicoli.

Per quanto riguarda la telesorveglianza, la circolare chiarisce che il servizio può anche consistere nella sola gestione dell’allarme e nell’allertamento del cliente, senza prevedere cioè anche l’intervento in loco di guardie giurate. Ciò però non esclude “che i soggetti che svolgono esclusivamente servizi di ricezione e gestione di segnali provenienti da sistemi di televigilanza e telesorveglianza (Classe B, ex art. 2, comma 2, leti a) debbano essere in grado di assicurare l’intervento di guardie giurate sull’evento (anche, ad es., attraverso istituti collegati, consorziati, ovvero tramite istituti individuati dal cliente, ecc.)”. Continua a leggere

ROMA – Le certificazioni rappresentano il tassello di chiusura del processo di riqualificazione che caratterizza l’intero impianto di riforma della vigilanza privata. Perchè il processo funzioni, è però essenziale “controllare il controllore”, quindi elaborare una serie di meccanismi che permettano di individuare, accreditare e infine monitorare gli Enti di Certificazione Indipendenti abilitati.
Il Ministero dell’Interno ha a tal fine elaborato una bozza di Decreto che, una volta a regime, permetterà che molte verifiche (oggi effettuate da Prefetture e Questure) possano essere preliminarmente svolte da enti, organismi e società terze specificatamente autorizzate.
Nonostante alcune riserve avanzate da un’associazione di categoria, il documento è stato pienamente accolto in Commissione Consultiva Centrale e si appresta ad essere sottoposto al Consiglio di Stato.
Il Ministero dell’Interno ha ipotizzato un’emanazione definitiva a primavera.
Per l’adeguamento sarà poi previsto un periodo transitorio di 12 mesi. Continua a leggere

timbro-organismo-accreditato-certificazione

MILANO – Ora che il DM 269/2010 è integralmente applicabile, con sanzioni che possono arrivare fino alla revoca della licenza, la qualità dei servizi offerti e la sussistenza dei requisiti minimi imposti dalla riforma agli Istituti di Vigilanza privata dovrebbero finalmente poter diventare un vantaggio competitivo per chi si è adeguato correttamente e nei termini.
E’ però essenziale che chi si è adeguato possa certificare la sussistenza di tali requisiti.
Ma come? Questo il tema al centro del seminario curato dall’Assiv in fiera SICUREZZA lo scorso 7 novembre. Un tema, quello del sistema di certificazione, di particolare attualità, dal momento che il Ministero dell’Interno si appresta ora ad emanare un nuovo decreto sulle modalità di riconoscimento degli organismi di certificazione indipendente, ai quali spetterà coadiuvare i Prefetti nell’accertamento dei requisiti minimi di qualità degli istituti, dei servizi e del progetto organizzativo.  Continua a leggere

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