Riforma Tulps

Da un regio decreto del 1931 ai giorni d’oggi. Storia di una riforma che dura da oltre 70 anni.
Sottoponi alla redazione le tue proposte editoriali: vogliamo sentire la tua voce obliqua.
ATTENZIONE: per dar corso alle numerose richieste che ci pervengono dai lettori, ci occorrono le generalità del mittente e l’Istituto/Agenzia di appartenenza. Ovviamente non verranno divulgate (è una norma precauzionale contro perditempo e richieste fasulle): www.vigilanzaprivataonline.com si impegna sempre a garantire l’anonimato di chi fa sentire la propria voce.

timbro-organismo-accreditato-certificazioneBasta lamentarsi che il DM 269/2010 non produce effetto nella vigilanza privata! Dal 4 settembre è entrato in vigore il Decreto n. 114 del 4 giugno 2014, che pone il primo tassello (ne manca un pezzo, invero) per definire il nuovo schema certificativo che chiuderà il cerchio virtuoso della qualità nella vigilanza privata. In realtà manca anche il Decreto sulla formazione delle guardie giurate per chiudere davvero il cerchio, ma non sottilizziamo. La certificazione è un passo importante perchè, per supplire all’endemica carenza di personale dell’autorità tutoria, privilegia un meccanismo di autocertificazione…trasformando un regime di qualità finora volontario in cogente. Insomma, la certificazione non è più un percorso spontaneo, ma diventa obbligatorio se si vuole entrare – o se si intende restare – sul mercato. Continua a leggere

DM_04_06_14_n_115_Certificazione-Vigilanza-Privata-1ROMA – Ne parliamo da tempo, ma adesso è ufficiale. E’ infatti scattato l’obbligo per gli istituti di vigilanza privata attivi in Italia di sottoporre i propri impianti, servizi e professionisti alla valutazione da parte di un organismo di certificazione indipendente. Il 3 settembre è infatti entrato in vigore il D.M. n. 115 del 4 giugno 2014, che indica le caratteristiche e i requisiti che devono possedere gli organismi chiamati a valutare la conformità alle norme delle aziende autorizzate a svolgere attività di vigilanza privata.  Gli istituti di vigilanza dovranno, entro i prossimi 12 mesi, sottoporsi ad un audit interno da parte di un organismo accreditato, e produrre poi al Prefetto competente la documentazione che certifichi la conformità dei servizi forniti ai parametri fissati dal decreto ministeriale n. 269/2010 e dalle norme Uni/Iso, relative tra l’altro alla qualità dei servizi di vigilanza, telesorveglianza, custodia e scorta valori e alla competenza dei professionisti di security impiegati.
Continua a leggere

Come già annunciato, il Decreto sulle certificazioni, previsto dall’art. 260-ter del TULPS, è stato firmato dal ministro Alfano lo scorso 4 giugno e si appresta ad essere rapidamente pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il Decreto stabilisce le caratteristiche degli organismi di certificazione indipendente della qualità e della conformità degli Istituti di Vigilanza Privata, mirando a garantire la funzionalità ed il controllo degli istituti sulla base di sistemi di “autocontrollo e autoqualificazione”, in un contesto in cui il mercato dovrebbe essersi ormai adeguato ai parametri di qualità definiti dal DM 269/2010. Un mercato che dovrebbe essersi quindi già “autoselezionato”, dal momento che il termine ultimo per adeguarsi al DM “capacità tecnica” è scaduto a settembre 2012. Peccato che le associazioni di categoria e le rappresentanze sindacali continuino a segnalare gravissime irregolarità, che non di rado sono assurte agli onori della cronaca. Ecco perchè il 15 luglio il ministero ha diramato la circolare “Situazione degli Istituti di Vigilanza. Controllo straordinario e monitoraggio” che invita le Prefetture a disporre un’attività di controllo straordinaria.
Continua a leggere

Torniamo ancora una volta sulle modifiche richieste dall’Europa al DM “capacità tecnica” a seguito della procedura d’informazione dellaCommissione Europea (Eu Pilot 3693/12/MARK – 3694/12/MARK) relativa alla possibile esistenza in Italia di restrizioni al diritto di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi per le attività di vigilanza privata e di investigazione privata. Tale procedura si è rivelata, tutto sommato, una buona occasione per ripensare il DM 269/2010 anche in aspetti ulteriori rispetto a quelli specificatamente contestati dall’EU. Oltre a cauzione e capitale sociale, il Ministero dell’Interno ha infatti predisposto emendamenti che riguardano anche localizzazione satellitare, centrali operative, trasporto valori, investigazioni e informazioni commerciali. Continua a leggere

Vincenzo AcunzoDopo il decreto sulla “capacità tecnica” degli Istituti di Vigilanza privata, è in arrivo il decreto sugli enti di certificazione dei qualità dei servizi e degli istituti, che chiude il cerchio degli adempimenti che dovranno essere posti in essere dalle imprese virtuose per restare sul mercato della vigilanza. Adempimenti non privi di costi, ma che – controlli permettendo – dovrebbero porre le condizioni per costruire un mercato libero, regolato e soprattutto equo. O almeno diverso dal far west di abusivismi e illiceità che hanno caratterizzato tanta storia di settore. Davvero? L’abbiamo chiesto a Vincenzo Acunzo, Coordinatore dell’Unità Organizzativa per la vigilanza privata del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e Segretario della Commissione Consultiva Centrale.
Continua a leggere

Network
Pagina  Facebook GooglePlus Twitter Linkedin Youtube RSS Mail
I Video
Video
Video