KSM testimonial di Q.C.B Italia al convegno su vigilanza e certificazione

ksm-security-logo.pngPare che solo il 5% degli Istituti di Vigilanza Privata sia in regola con la certificazione obbligatoria. Poco tempo? Costi alti? Complicazioni tecniche? A questi ed altri interrogativi darà risposta il convegno “Certificatori, Certificati e Certificandi: luci e ombre della certificazione cogente nella vigilanza privata”, organizzato il 23 Marzo pomeriggio a Roma da www.vigilanzaprivataonline.com. Oltre alle presenze istituzionali e associative, sarà il mercato a parlare: alcuni Istituti, assieme ai loro Enti di Certificazione, condivideranno esperienze e impressioni. Testimonial dell’Ente di Certificazione Q.C.B. Italia sarà un grande operatore: KSM, parte del Gruppo BIKS (assieme a IVRI, Sicurtransport, Società Operazioni di Sicurezza, Istituto di Vigilanza Argo) e facente capo alla famiglia Basile. Abbiamo chiesto qualche anticipazione a Francesco Spadaro, Responsabile Qualità e Organizzazione in KSM SpA.

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Convegno su certificazioni e vigilanza privata: iscrizioni a pioggia e nuova location!

23-Marzo-2016--convegno-di-Vigilanza-Privata-OnlinePer la vigilanza privata è davvero il tempo della certificazione, quanto meno a giudicare dalla pioggia di iscrizioni al convegno di www.vigilanzaprivataonline.com intitolato “Certificatori, Certificati e Certificandi: luci e ombre della certificazione cogente nella vigilanza privata”, di scena il 23 Marzo pomeriggio a Roma! Una partecipazione talmente folta che ha richiesto spostamento ad una nuova location più capiente: il Salone Risorgimento dell’Hotel Massimo D’Azeglio – Via Cavour, 18 a Roma.

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Certificazione nella vigilanza privata: le FAQ di Accredia

AccrediaSi anticipa il documento che a breve sarà disponibile sul sito di Accredia www.accredia.it e successivamente su quello della Polizia di Stato www.poliziadistato.it. Il documento si intitola “Spunti di riflessione e risposte ai quesiti più frequenti pervenuti ad Accredia ed al Ministero dell’Interno” e contiene le FAQ, complete di risposte, che sono state oggetto dell’incontro di febbraio tra Amministrazione dell’Interno, Accredia, organismi di certificazione e associazioni di categoria della vigilanza privata.

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Meno del 5% degli istituti di vigilanza privata è certificato

timbro-organismo-accreditato-certificazioneVigilanzaprivataOnline l’ha detto in tempi non sospetti che non c’è stata una “corsa alla certificazione”. Ma i numeri parlano di un inadeguamento diffuso nella vigilanza privata. La deadline è infatti ampiamente superata e per assolvere l’obbligo di certificazione basta mostrare il contratto (che preveda tempi ragionevoli di audit) sottoscritto con un ente di certificazione iscritto nell’apposito elenco. Eppure, ad un anno e mezzo dall’entrata in vigore del DM 115/2014, solo 183 (su 800) sono gli istituti di vigilanza in regola con la certificazione (meno del 5%) e solo 153 sono i professionisti della security certificati secondo la norma UNI 10459.

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Certificazione nella vigilanza privata: importanti chiarimenti

Vincenzo AcunzoChe il processo di certificazione non sarebbe stato gradito dagli istituti era comprensibile. Ed era altrettanto comprensibile che nelle prime fasi sarebbero sorti dei problemi. Resistenze degli istituti e dubbi interpretativi hanno messo però in difficoltà gli stessi enti certificatori, tanto che qualcuno si è beccato la sanzione – poi rientrata, ma tant’è. E se è vero che attualmente solo 183 istituti su 800 sono certificati per i servizi, che solo 153 professionisti certificati lavorano negli istituti e che ci sono soli 7 centrali a norma  europea, forse qualcosa andava chiarito. Ottima quindi la riunione del 16 febbraio presso Accredia, dove Ministero dell’Interno, enti di certificazione e rappresentanze della vigilanza privata hanno sviscerato le questioni più spinose.

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