Vigilanza e sicurezza privata: inascoltati pure in campagna elettorale

Politica, se ci sei batti un colpo. Manca meno di un mese alle elezioni e, dopo un agosto caldissimo di scioperi delle guardie giurate rimasti come sempre inascoltati, non c’è un partito/sigla/movimento/gruppo parrocchiale/cane rognoso che parli minimamente di sicurezza privata. O almeno che ascolti cosa abbiamo da dire. E se nessuno fa promesse nemmeno durante la campagna elettorale, figuriamoci quando siederà comodo in Parlamento. Eppure il settore vigilanza e sicurezza privata ha un bisogno disperato di CCNL decenti, norme più evolute, paghe dignitose, sicurezza e dignità sul lavoro. Riprendiamo di seguito l’accorata lettera di AISS a tutti i partiti e movimenti in lizza, con la mesta ma purtroppo ferma convinzione che porterà poco o niente. 

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Gli steward entrano nell’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria

L’Associazione Culturale SIA – Stewarding Italiani Associati confluisce all’interno dell’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria A.I.S.S.: a darne l’annuncio, a Roma, il Presidente di A.I.S.S. Franco Cecconi e il Presidente di SIA Jacopo Musciolà. “L’ingresso di SIA in A.I.S.S. è l’epilogo di mesi di condivisione degli stessi programmi”, ha dichiarato Jacopo Musciolà. “Riteniamo sia giunto il momento di creare un’unica figura professionale che unisca Steward calcistici e Addetti ai Servizi di Controllo, consentendo così di poter operare, con un unico corso di formazione, sia negli stadi sia nell’ambito dello Spettacolo (discoteche e concerti). “Con l’ingresso di SIA in A.I.S.S. si rafforza la capacità dell’Associazione di dare rappresentanza a settori della Sicurezza privata troppo spesso trascurati”, aggiunge il Presidente di A.I.S.S. Franco Cecconi: “i rappresentanti e gli associati SIA sono i benvenuti e andranno a rinforzare la capacità dell’Associazione di intercettare le istanze di un settore troppo spesso dimenticato”.

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Security in eventi e discoteche: benvenuti nel regno dell’abusivismo

Chi fa security per eventi e discoteche è stato il primo a fermarsi con il Covid e anche l’ultimo a ripartire. Non venendo impiegati in altre attività di controllo, gli operatori hanno dovuto cercare altre fonti di reddito e oggi, in piena ripartenza, non si trova personale autorizzato. Chi fa allora la security? Gli abusivi di pseudo-associazioni di volontariato, che offrono servizi a prezzi stracciati pagati a “rimborso spese” (che significa: no contributi, non tasse, ma anche zero formazione e zero controlli). Alla faccia delle Agenzie autorizzate ex art 134 TULPS, che sarebbero le uniche titolate ad operare questi servizi.

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Eurovision Torino, ci risiamo: security affidata ai volontari

Eurovision 2022: ancora una volta la sicurezza di un mega evento, di richamo internazionale, viene affidata alla buona volontà dei volontari e non a professionisti abilitati a gestirla come si deve. Risultato? Cordoni sfondati, capienza oltre il limite e rischi enormi (che Torino purtroppo ben conosce, ma evidentemente l’esperienza non insegna). Questa la denuncia di Franco Cecconi, presidente di AISS Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria: occorre subito ripristinare la circolare Gabrielli sui grandi eventi; servono Security manager e addetti ai servizi di controllo per evitare una nuova Piazza San Carlo.

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Abusivismo e confini tra figure della sicurezza privata a convegno

“Sicurezza bene comune non divisivo” era il titolo dell’incontro presso Fiera SICUREZZA organizzato da AISS per sensibilizzare le istituzioni sulla piaga dell’abusivismo e per fare chiarezza su ruoli e confini delle diverse figure che offrono servizi di sicurezza privata: vigilanza privata, investigazioni, addetti ai servizi di controllo, steward, servizi fiduciari.

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