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Vi ricordate le linee guida dell‘ANAC (Autorità nazionale anticorruzione) del 2015 sull’affidamento dei servizi di vigilanza privata? Sono state aggiornate dalla nuova delibera pubblicata il 5 giugno scorso. Di mezzo ci sono state un’inchiesta di consultazione pubblica e un parere del Consiglio di Stato, che avevamo già commentato. Poichè la nuova delibera annulla e sostituisce la precedente, ne sintetizziamo di seguito le principali novità.

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Vi ricordate le “Linee guida per l’affidamento del servizio di vigilanza privata” emanate nel 2015 dall’ANAC in materia di appalti? Il Consiglio di Stato si è appena pronunciato in maniera definitiva (nei tre anni di interregno si erano susseguite una consultazione pubblica e un parere interlocutorio). L’ultimo parere, datato 18 Aprile 2018, sostanzialmente conferma la bozza dell’Autorità Anticorruzione, gettando tuttavia una pesante ombra sul valore delle tabelle ministeriali che definiscono il costo medio del lavoro. Ma vediamo il parere nel dettaglio. Continua a leggere

L’ANAC è ormai l’organo di riferimento in materia di gare d’appalto e assegnazione servizi nel nostro settore. Lo schema di linee guida emanate dall’ANAC per l’affidamento dei servizi di vigilanza privata richiede tuttavia un aggiornamento, a seguito del mutato contesto normativo di riferimento. La riforma del codice per gli contratti pubblici (ed in particolare il tema della suddivisione in lotti, la scelta dei criteri e il subappalto), impongono una revisione, che deve essere sottoposta al processo di consultazione pubblica. Nel parere del Consiglio di Stato, interpellato in materia dall’ANAC, si suggerisce anche di interpretare la clausola sociale in modo da non limitare la libertà di iniziativa economica e, comunque, evitando di attribuirle un effetto automaticamente e rigidamente escludente. Continua a leggere

EuropaNe abbiamo parlato più volte come di una novità utile allo sviluppo di un mercato sano della vigilanza privata ed ora è realtà. Il Senato ha approvato il disegno di legge delega sul recepimento delle direttive UE in materia di appalti. Il termine per recepire in Italia le tre direttive europee scadrà però tra soli sei mesi (il 18 aprile) e c’è da scommettere che sarà un pasticcio, visto che il Governo ha annunciato pure di voler emanare il nuovo Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, a riordino l’intera materia. Stiamo parlando di un caos di sovrapposizioni normative nazionali, ultranazionali, regionali e chi ne ha più ne metta, per un totale di oltre 1000 diverse disposizioni di legge. Continua a leggere

Alfonso-Sabella-Comune-RomaCi piace la riforma degli appalti, ci piace la regola dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ci piacciono la centralità del progetto e la valutazione dell’investimento ma…le stazioni appaltanti pubbliche sono in grado di fare queste analisi? Sanno valutare se un’offerta anormalmente bassa è legittima o se sotto c’è del marcio? A questa domanda ci ha risposto il Dr. Alfonso Sabella, Assessore alla Legalità, trasparenza, contratti, appalti, beni confiscati alla mafia, contrasto all’usura e Polizia Locale del Comune di Roma, presente all’ultimo convegno di Federsicurezza. E la risposta, purtroppo, è stata no.

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