Antitaccheggio: Vigilanza privata, portierati o investigatori privati?

A.P.I.S., Associazione Professionale Investigazioni e Sicurezza, ha richiesto al Ministero dell’Interno un orientamento sul controverso tema dei soggetti abilitati a svolgere servizi di antitaccheggio. Se il Vademecum Operativo al D.M. 269/2010 riserva infatti l’antitaccheggio a vigilanza privata o portierato, la Grande Distribuzione Organizzata (committente da sempre più interessato a questo servizio) è invece tuttora dominata dalle agenzie investigative, alle quali spetterebbero invece esclusivamente le indagini commerciali. I motivi? Le guardie giurate sono troppo onerose e non sempre idonee alla funzione. Il risultato – secondo APIS – è che tutti i soggetti continuano ad operare utilizzando escamotage più o meno mortificanti (investigatori e portierati mascherano il loro reale scopo nella GDO e le guardie giurate “dimenticano” di indossare la placca o il tesserino quando prestano servizio in borghese).

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Regolamentare i servizi fiduciari secondo APIS

logo APISIn una lettera al ministro dell’Interno Alfano, l’Associazione APIS (Associazione Professionale Investigazioni e Sicurezza) – dopo aver invocato il brocardo “nullum crimen sine lege” (è permesso tutto ciò che la legge non vieta espressamente) per dare piena legittimazione alla pletora di attività che rientrano nel concetto di “portierato”, s’interroga sul futuro di questo comparto sempre più importante. Al netto delle polemiche su possibili sconfinamenti nelle attribuzioni tipiche della vigilanza privata (come sulla tutela degli obiettivi sensibili, il cui perimetro viene peraltro ridisegnato dai TAR sentenza dopo sentenza), APIS ritiene che una licenza prefettizia per i servizi fiduciari scaterenebbe l’opposizione degli imprenditori del settore.

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“Stati generali” delle associazioni degli investigatori privati

riunioneintIl 16 luglio 2015, presso la sede Federpol di Roma, si è tenuto un incontro tra i rappresentanti delle associazioni della categoria del settore investigazioni private. Un evento più unico che raro, considerato lo storico tasso di litigiosità del comparto e delle sue rappresentanze datoriali. Un incontro che potrebbe quindi dare l’abbrivio ad una nuova era del pensiero associativo di settore. All’incontro, promosso da Federpol (Federazione Italiana degli Istituti Privati per le Investigazioni, le Informazioni e la Sicurezza) con la finalità di “gettare le basi per una futura azione sinergica nell’interesse comune”, hanno partecipato rappresentanze di Federpol, Aiss, Leonardo Intelligence, Conipi, Italdetectives, Apis.

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Investigatori privati = professionisti non regolamentati?

Avevamo già parlato delle professioni non regolamentate e della possibilità che ci rientrassero gli addetti alla security, ma stavolta abbiamo in mano qualcosa di concreto per chi opera nell’investigazione.
APIS – Associazione Professionale Investigazioni e Sicurezza ha ottenuto un importante risultato nel riconoscimento a rango di professione intellettuale dell’attività svolta dagli investigatori privati.
L’iscrizione alla gestione separata dell’INPS ottenuta da un associato APIS, nonché la sua cancellazione come impresa dalla camera di commercio, testimoniano infatti che gli investigatori privati rispondono ai requisiti sanciti dalla Legge n. 4 del 14 gennaio 2013 (professioni non regolamentate), entrata in vigore il 10 febbraio 2013, norma che ha peraltro determinato la costituzione della stessa APIS.

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