Tribunale di Milano: basta appalti di vigilanza privata al ribasso

tribunale-milanoMILANO – Da Ballarò a Sky TG 24, da Quinta Colonna a Piazza Pulita: tutti hanno chiamato qui in redazione per avere informazioni e contatti, per verificare fonti e rappresentanze. Ovviamente si sono fatte sentire anche le Associazioni di categoria e i Sindacati, e tutti hanno dichiarato la stessa cosa: non è l’Istituto di Vigilanza a decidere come operare il servizio, bensì la stazione appaltante. E al Tribunale di Milano alcuni servizi di sicurezza sono stati affidati dal Comune locale, malgrado un’opposizione compatta del settore, a società di portierato. Che, sia beninteso, svolgono un lavoro degnissimo, utile e complementare a quello della vigilanza privata, ma che nei siti sensibili come i Tribunali non dovrebbero esserci, quanto meno secondo una razionale interpretazione del DM 269/2010.

Continua a leggere

Modalità di affido dei servizi di Vigilanza Privata: in arrivo un vademecum sugli appalti

L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha pubblicato online il documento di consultazione “Indicazioni operative per l’affidamento dei servizi di vigilanza privata”, predisposto all’esito dei lavori del tavolo tecnico di consultazione (istituto dalla stessa Autorità negli ultimi mesi del 2014) al quale hanno preso parte, oltre alla Prefettura di Roma e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, le Associazioni di categoria delle imprese operanti nei settori della vigilanza privata e dei servizi fiduciari (Anivp, Assvigilanza, Assiv, Anisi, Univ, Più Servizi, Agci, Confcooperative Federlavoro e Servizi e Legacoop Servizi).  L’istituzione del tavolo tecnico fa seguito alle segnalazioni pervenute all’Autorità, per il tramite della Prefettura di Roma, in merito alle criticità riscontrate in relazione agli appalti indetti per l’affidamento dei servizi di vigilanza privata.

Continua a leggere

Bubbico: no al prezzo più basso nelle gare per la vigilanza privata

filippo-bubbicoNo al prezzo più basso nelle gare d’appalto, almeno su servizi sensibili come quelli di sicurezza. Il settore della vigilanza privata lo sostiene da sempre e di recente l’ha sottolineato lo stesso viceministro all’Interno Filippo Bubbico, rammentando che un’inaccurata selezione degli istituti e dei servizi da essi offerti può rivelarsi altamente pericolosa in un settore purtroppo non esente da infiltrazioni mafiose. I meccanismi di selezione non dovrebbero essere quindi basati sul solo prezzo, ma anche sulla formazione del personale e sull’efficacia dei suoi interventi.

Continua a leggere

Nuova direttiva appalti e sicurezza privata: bandito il prezzo più basso

abbasso-il-ribassoIl 28 marzo 2014 sono state pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea tre direttive che riformano il settore degli appalti e delle concessioni. Tra queste, la direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici nei settori ordinari introduce disposizioni più severe sulle “offerte anormalmente basse” e la preferenza, per quanto riguarda i criteri di aggiudicazione nell’assegnazione degli appalti, dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Ebbene, a fine agosto le parti sociali – rappresentate per la parte datoriale in CoESS (Confederation of European Security Services) e per i lavoratori da UNI Europe (Federazione Europea che assomma vari Sindacati in campo di sicurezza privata) – entrambe particolarmente attive durante l’iter normativo, hanno firmato un avviso comune che verte su quattro aspetti chiave nel tema “appalti”: 1) criteri di assegnazione delle gare; 2) offerte anormalmente basse; 3) governance; 4) appalti elettronici. Un atto che ricorda molte simili operazioni portate avanti sul piano nazionale.

Continua a leggere

MePA: ANISI chiede un bando specifico per i servizi ausiliari, fiduciari e integrati

ROMA – ANISI, Associazione Nazionale Imprese Servizi Integrati, scrive al Consip per avere più chiarezza sulle procedure di affidamento di servizi ausiliari, fiduciari e integrati alle imprese pubbliche e private mediante Bandi del Mercato Elettronico della PA. Possibilmente chiede un bando specifico per questi servizi, che spesso scivolano per analogia all’interno di definizioni troppo generiche, col rischio – come è accaduto a molte associate ANISI – di non essere nemmeno presi in considerazione dalle stazioni appaltanti.

Continua a leggere