La vigilanza privata senza ribassi anomali

sconti vigilanza privata

CATANIA – Gli enti pubblici nei bandi per l’affidamento dei servizi di vigilanza privata dovranno attenersi ad uno schema-tipo, ancora da elaborare, che potrà valere anche come linea guida per gli affidamenti privati.  È stato deciso durante una riunione, svoltasi nella Prefettura, alla quale hanno preso parte rappresentanti delle associazioni di categoria, istituzioni, forze dell’ordine e sindacati, con al centro il problema di «ribassi anomali negli appalti del settore vigilanza», segnalati da Confindustria.

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Le banche dicono addio alle guardie giurate

gorgo-dollari

Le banche abbandonano la vigilanza con guardie giurate, che hanno dato buona prova. Per quale ragione? I risultati di una ricerca.

L’Ossif, il centro di ricerca dei bancari italiani (Abi), ha condotto un’indagine sulle rapine e la sicurezza in banca. I risultati della ricerca sono riferiti dal sito specializzato “Armi e tiro.it”.
Nel 2009 le rapine hanno fruttato 36,8 milioni. 15% in meno rispetto al 2008 (43,4 milioni).

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A Napoli pure le guardie pagano il pizzo

Panorama

La chiamano “quota Poggioreale”. È a carico di gran parte dei circa 5 mila agenti di sicurezza privati del Napoletano, costretti a cedere, ogni mese e sottobanco, il 20 per cento dello stipendio per le famiglie di carcerati. I primi a pagare il pizzo in­somma, sono le guardie giurate che dovrebbero contribuire al controllo del terrirorio, gravate anche da un altro «tributo»: circa 20 mila euro, da sborsare in contanti per venire assunti in molti degli istituti che cannibalizzano il settore.

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Nel nuovo assetto, i network servono solo a speculare

Luigi-Gabriele

Ne parliamo con Luigi Gabriele, Presidente di Federsicurezza

Qual è la posizione di Federsicurezza in materia di network e quali sono le vostre proposte di riforma?

Da sempre sosteniamo che i servizi di vigilanza privata non possano essere considerati alla stregua di qualsiasi altro servizio di natura commerciale. Questa specialità “genetica” è avvalorata da diversi sostegni normativi, che includono la vigilanza nel novero delle attività di sicurezza complementare a quella primaria, garantita dalle forze dell’ordine. Non potendo quindi essere assimilata ai servizi commerciali tout-court, la vigilanza privata non potrà nemmeno essere “vendibile” attraverso strumenti di intermediazione commerciali studiati per realtà di natura diversa. Per questa ragione siamo assolutamente favorevoli all’abolizione dell’art. 115 del TULPS.

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Per i vigilantes rinnovo contrattuale difficile

ROMA, 26 gen. (Labitalia) – “Il contratto è difficile”. Senza giri di parole, Luigi Gabriele, presidente di Federsicurezza, la confederazione che raccoglie l’80% delle imprese di vigilanza privata, spiega a LABITALIA lo stato di avanzamento del rinnovo contrattuale di settore. La vigilanza privata, aggiunge Gabriele “sta vivendo un momento di adeguamento, a seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea che a dicembre 2007 ha abolito la cosiddetta tariffa di legalità (prezzi minimi e massimi della prestazioni ndr)”. La liberalizzazione imposta dall’Ue, secondo Gabriele non ha affatto giovato al settore.

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